«Se il cadavere fosse in acqua l’avremmo trovato di sicuro»
Il cavo Linarola è stato svuotato quattro volte su richiesta degli inquirenti, mentre finora non è mai stato svuotato il cavo Minara, di dimensioni simili
NOVELLARA. Alcuni tecnici della bonifica seguono fin dall’inizio le indagini sulla scomparsa di Saman Abbas. Ora affermano alla Gazzetta che dall’inizio delle ricerche gli inquirenti hanno chiesto e ottenuto quattro volte lo svuotamento del cavo Linarola, che costeggia la strada provinciale tra Novellara e Reggiolo. Non è mai stato svuotato, invece, un altro cavo di simili dimensioni, il Minara, che si trova alle spalle del capannone dove si sarebbero incamminati i tre parenti di Saman immortalati nel video del 29 aprile, in cui si vedono allontanarsi con pale, piede di porco e secchio. Il cavo Minara rappresenta un margine ideale che ha, per ora, delimitato l’area delle ricerche. Ma oltre quel corso d’acqua, che si può superare con la massima discrezione usando un ponticello tra le carraie che collega i campi agricoli, si apre un territorio sterminato e spopolato, facilmente accessibile a piedi dall’azienda agricola dove abitava la famiglia di Saman. Un luogo in cui forse potrebbe essere stata sepolta la ragazza.
«Se il cadavere – dicono i tecnici – fosse stato gettato nei pozzetti per la distribuzione dell’acqua per l’irrigazione dei campi, avrebbe percorso per qualche centinaio di metri le tubazioni interrate del diametro di 80 centimetri. Poi, sospinto dalla corrente, l’avremmo sicuramente trovato nelle chiaviche di scolo. Dalla nostra esperienza e dal nostro presidio del territorio, siamo convinti che, se davvero la ragazza è stata uccisa e il suo corpo occultato, non è stato gettato in acqua, altrimenti lo avremmo trovato noi da qualche parte, perché conosciamo bene tutti i circuiti idraulici della zona. Oppure sarebbe stato avvistato da qualcuno, per esempio dai pescatori». —
A.C.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google