Arsenale di armi rubate, quinto arrestato
Ai domiciliari un 43enne calabrese tra gli autori del furto consumato nel settembre 2020 nell’abitazione di un collezionista
Ecco il quinto uomo: Giuseppe Migale Ranieri, 43enne originario di Cutro e residente a Cadelbosco Sopra, omonimo dell’avvocato Giuseppe Migale Ranieri, suo legale. Ai quattro già finiti in manette tra il settembre 2020 e il gennaio 2021 per il furto di un ingente quantitativo di armi ai danni di un collezionista di Montecchio, ora si è aggiunto un quinto complice calabrese, al quale ieri i carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Reggio Emilia hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip. Ora il 43enne si trova ai domiciliari nella sua abitazione di Cadelbosco Sopra.
I contorni della vicenda sono a dir poco inquietanti. È infatti rimasto più di un mistero sul furto su commissione: a partire da una seconda cassaforte con un lauto bottino di orologi e gioielli spariti nel nulla dopo che il committente dell’arsenale, un non meglio precisato “Fedele” detto “Copino”, aveva ordinato le armi ed era pronto a salire da Cutro a Reggio per la consegna. Una vicenda partita per l’appunto da un furto consumato nella notte tra il 21 e il 22 settembre 2020 in una villa incustodita alla periferia di Montecchio. Mentre il proprietario 65enne si trovava in un’altra regione i malviventi sono entrati dal lucernario e hanno mirato dritto a un armadio blindato che custodiva la collezione di armi. Dall’analisi incrociata dei fotogrammi dei varchi stradali di videosorveglianza sono emerse due targhe di pregiudicati: uno dei due era Salvatore Spagnolo, operaio crotonese di 29 anni domiciliato in città. La “visita” nella sua abitazione in zona ospedale ha permesso di rinvenire, nel sottotetto di un’anziana vicina, un fascio di stoffe chiuse con nastro adesivo: all’interno 11 pistole, 2 rivoltelle, 4 fucili, 4 carabine (alcune per il tiro di precisione) e 500 munizioni. Spagnolo aveva tra l’altro partecipato ad una spedizione punitiva contro un camionista massacrato di botte: tanto che il pm Maria Rita Pantani parlò di “fatti di particolarissimo allarme sociale, trattandosi di furto su commissione di armi pronte ad essere traghettate in Calabria”. Il “custode” prima ha negato, poi ha cantato, ammettendo di aver commesso il colpo in accordo con altri (le telecamere stradali e le celle telefoniche degli indagati hanno confermato) e consentendo perfino di far ritrovare due pistole semiautomatiche che mancavano all’appello.
Così sono stati arrestati o messi ai domiciliari gli altri componenti della banda autori materiali del furto: Angelo Aiello, 26 anni residente a Cadelbosco Sopra, Salvatore Ranieri, 23enne residente a Cutro e domiciliato in città e Francesco Migale, 20 anni di Cutro, raggiunto dall’Arma nel comune calabrese.
Tutti sono accusati di furto in abitazione in concorso aggravato dalla violenza sulle cose, oltre che detenzione illegale di armi da fuoco e munizioni. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
