Gazzetta di Reggio

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Nuovo sciopero alla Rossetto: «I lavoratori vanno rispettati»

Adriano Arati
Una delle giornate di protesta alla Rossetto
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Una delle giornate di protesta alla Rossetto

Casalgrande, la presa di posizione dei sindacati dopo un mese di proteste al supermercato. Il problema riguarda l’organizzazione del lavoro. La mobilitazione proseguirà

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CASALGRANDE. «Alla Rossetto di Casalgrande la proprietà deve rispettare i dipendenti e il loro diritto allo sciopero». La presa di posizione arriva da Filcams e Uiltucs di Reggio, i sindacati della categoria commercio di Cgil e Uil, ed è l’ultima tappa di un mese segnato da proteste e scioperi di buona parte dei dipendenti del grande supermercato del paese, in cui lavorano una settantina di persone.

La comunicazione. Dopo l’ultimo sciopero spontaneo di sabato scorso, la direzione ha affisso negli spazi della struttura una nota firmata dalla proprietà, la famiglia Rossetto, in cui si risponde alle richieste avanzate da maestranze e sindacati sulla gestione dei turni. Il tema centrale di discussione è proprio l’organizzazione del lavoro, basata su turnazioni spezzate, inframezzate da diverse ore di pausa, e comunicate con poco preavviso. Un contesto che rende complesso conciliare i ritmi professionali con le esigenze personali.

Il contratto. Nella comunicazione, la famiglia Rossetto afferma che questi ritmi sono necessari per adeguarsi al mercato del settore, che richiede enorme flessibilità e a volte stravolgimenti dell’ultima ora in base al meteo. Inoltre, ricorda che la situazione viene sempre resa nota durate i colloqui pre-assunzioni.La comunicazione, però, non è stata gradita da Filcams e Uiltucs, che ora vanno all’attacco: «La direzione ha fatto sapere, in una nota affissa nei locali del punto vendita, che disapprova il comportamento di chi sciopera esercitando un suo diritto costituzionale sostenendo inoltre che, siccome i dipendenti erano a conoscenza delle condizioni di lavoro al momento dell’ assunzione, non sarebbero legittimati a chiedere migliori condizioni, ma anzi, facendolo andrebbero a ledere il lavoro di altri colleghi che magari, perché assunti a termine o più ricattabili, non possono aderire agli scioperi pur volendo», affermano i due sindacati.

Mobilitazione. E proseguono: «Ci permettiamo di suggerire alla famiglia Rossetto che non basta riempirsi la bocca del “rispetto” per i collaboratori. Il rispetto va prima di tutto agito, anche ascoltando le legittime richieste di chi davvero rappresenta l’azienda con la clientela, mettendoci la faccia, sorridendo a tutti anche dopo tredici ore fuori casa senza poter accudire i propri figli; lavorando domeniche e festivi e mandando avanti i supermercati». Le iniziative di mobilitazione non si fermano, fanno sapere i sindacati: «Proseguiranno fino a quando le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori verranno esaudite».

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