Schianto sulla statale a Ca’ del Merlo Muore un motociclista di 39 anni
La vittima è Roberto Colosimo, contabile di Quattro Castella, ex volontario Cri e figlio del maresciallo segretario dell’Anc
CARPINETI. Una brusca frenata, la moto che sbanda e la testa che picchia contro la base in cemento di un segnale stradale. È la dinamica dell’incidente che, ieri mattina, ha portato alla morte di Roberto Colosimo, contabile 39enne di Quattro Castella, deceduto a Ca’ del Merlo lungo la statale 63.
Colosimo, per diverso tempo alle dipendenze della Transcoop a Reggio Emilia, è figlio di un maresciallo dei carabinieri in congedo, Vincenzo, segretario dell’Associazione nazionale carabinieri di Quattro Castella e già presidente dell’Anc di Cirò Marina. Nel paese in provincia di Crotone, Roberto, nato a Cittanova di Reggio Calabria, è cresciuto e tornava spesso per le vacanze. Anche Roberto era socio dell’Anc ed ex volontario della Croce Rossa di Quattro Castella. Volontaria Cri anche la sorella Gilda.
La notizia della morte dell’uomo ha fatto rapidamente il giro delle conoscenze gettando nel lutto due intere comunità e il mondo del volontariato. Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati nelle ore successive alla famiglia di Colosimo. In particolare, al padre si è stretta tutta l’Arma dei carabinieri, oltre all’Anc.
«Siamo distrutti – ha dichiarato il presidente dell’Anc di Quattro Castella, Mimmo Di Sarno –. Vincenzo è un amico, un fratello, sempre impegnato in tante attività per il sociale. Tutta la sezione e i suoi soci sono addolorati. Non ci sono parole». Condoglianze anche da presidente, direttivo e soci dell’Anc di Cirò Marina.
Colosimo stava rientrando in compagnia di un amico con cui aveva fatto un giro in Appennino in sella alla sua Ducati, color grigio metallizzato. Verso le 11.20, mentre procedeva in direzione di Casina e Reggio, ha perso il controllo della moto dopo una frenata improvvisa, confermata dalla strisciata nera sull’asfalto lunga diversi metri, all’altezza del bar appena fuori dalla galleria del Seminario.
È stato sbalzato dalla moto ed è atterrato a lato della carreggiata, proprio sul basamento di cemento su cui poggia un grande cartello stradale. L’impatto è stato fatale: la superficie molto dura ha provocato un contraccolpo fortissimo, e il trauma ha portato al decesso nel giro di poco tempo, nonostante il rapidissimo intervento dei medici. Al momento della caduta vi era una lunga colonna di auto in viaggio verso Reggio. Gli automobilisti e i motociclisti si sono tutti fermati. Diversi clienti del bar di Ca’ del Merlo si sono attivati chiamando la centrale operativa del 118. Sui posto sono arrivate l’automedica di Castelnovo Monti, un’ambulanza della Croce Rossa e l’elicottero decollato da Parma. I medici hanno tentato un intervento disperato, ma le conseguenze dei traumi erano troppo gravi. Colosimo è spirato nel giro di alcuni minuti, tra la costernazione delle tante persone presenti. Colosimo lascia la moglie, che proprio in quei minuti – non avendo notizie del marito – lo stava cercando al cellulare. Non avendo risposta, ha poi chiamato gli amici.
Nel frattempo, constatato il decesso, l’elicottero è ripartito, purtroppo vuoto. Sul posto, durante le operazioni di soccorso, sono sopraggiunte anche diverse pattuglie dei carabinieri e della polizia stradale. Presenti lo stesso comandante provinciale della Stradale di Reggio, Ettore Guidone, e quello del distaccamento di Castelnovo Monti, Roberto Rocchi. Il traffico è stato subito interrotto nei due sensi di marcia. Sono state poi avviate le operazioni di recupero della salma. La polizia stradale ha effettuato i rilievi del caso, sul terreno, sull’asfalto e sulla moto, per ricostruire nel dettaglio l’accaduto. Nessun altro veicolo risulta coinvolto nell’incidente. Non pare vi sia stato alcun contatto con altri mezzi: la caduta può essere forse figlia della frenata, e sicuramente la sfortuna ha giocato un ruolo pesante, soprattutto nell’atterraggio sul manufatto in cemento. A mezzo metro di distanza la carreggiata declina in un campo verde, e l’impatto, seppur duro, in quel caso sarebbe potuto essere meno grave. L’incidente ha provocato grossi problemi al traffico, piuttosto intenso in una giornata festiva di sole in cui l’Appennino diventa meta affollata per tanti reggiani. La statale 63 è stata chiusa per oltre un’ora nei due sensi, centinaia di veicoli hanno dovuto scegliere percorsi alternativi rispetto a quello principale, passando o da Carpineti o dal tortuoso tracciato che da Marola porta alla Svolta, a Felina Amata, al Fariolo e di nuovo a Felina. —
Adriano Arati
Miriam Figliuolo
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