Affidi, difese contro le lesioni «Oggi non sono dimostrabili»
I difensori di Bolognini chiedono il non luogo a procedere per i danni psichici L’Unione Val D’Enza respinge la responsabilità civile sull’operato di Anghinolfi
REGGIO EMILIA. C’è un risvolto nell’inchiesta “Angeli e Demoni” sui presunti affidi illeciti che riguarda il reato di lesioni. Si tratta di lesioni psichiche ai bambini, per le quali è stata accusata anche Nadia Bolognini, psicoterapeuta e figura chiave che, insieme al marito Claudio Foti, era alla guida del centro Hansel e Gretel, che aveva in carico i minori e che, secondo la procura di Reggio, sono stati tolti con relazioni falsate (che parlavano di abusi) ai genitori naturali.
Lesioni che non sono però dimostrabili allo stato attuale secondo gli avvocati Roberto Trinchero e Francesca Guazzi, difensori di Bolognini, che ieri hanno chiesto il non luogo a procedere al giudice per l’udienza preliminare Dario De Luca. La tesi difensiva si basa sull’assenza attuale di evidenti lesioni di natura psicologica, che potrebbero eventualmente presentarsi in futuro. Una mera probabilità divenuta la leva giuridica per poter chiedere di non procedere nei confronti della psicoterapeuta per la quale i suoi difensori hanno ribadito la richiesta di rendere inutilizzabili le intercettazioni ambientali. Il gup, infatti, ha ammesso quelle comprese nel fascicolo del sostituto procuratore Valentina Salvi, senza pronunciarsi ancora sul resto.
L’esclusione delle intercettazioni ambientali varrebbe la calata della scure su una parte molto rilevante delle accuse proprio di Bolognini.
A chiedere anche il non luogo a procedere è poi l’Unione Val d’Enza in qualità di responsabile civile per quanto riguarda la figura e le eventuali responsabilità dell’ex dirigente Federica Anghinolfi. Durante una lunga discussione l’avvocato Alessio Fornaciari – incaricato per la posizione dall’Unione – ha ribadito come l’ente che raccoglie i Comuni della zona non veda gli estremi per un risarcimento del danno. Posizione complessa per Unione e Ausl, che rischiano infatti a questo punto di essere parti lese ma al contempo responsabili civilmente per i danni patiti dalle famiglie dei bambini descritti nell’inchiesta sugli affidi, che proseguirà ora con le discussioni delle altre difese. —
E.L.T.
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