Gazzetta di Reggio

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La consigliera mori 

«Monitorare e contrastare i matrimoni forzati»

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Novellara. «Una per tutte. Tutte per una. Il destino di Saman ci riguarda, così come ci deve riguardare il destino di tutte le donne e le ragazze i cui diritti di libertà e di autodeterminazione vengono violati. La violenza sulle donne ha tante sfaccettature. I matrimoni forzati o precoci sono una di queste, retaggio di stereotipi e modelli patriarcali che ancora persistono e talvolta sono legittimati dal punto di vista culturale e giuridico». A dirlo è la consigliera regionale del Pd Roberta Mori, che è stata promotrice della legge regionale contro le discriminazioni di genere. «La nostra regione – prosegue la consigliera – ha un impegno consolidato di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne e una rete diffusa di protezione rappresentata in particolare dai Centri antiviolenza. Anche su questo fronte, la legge quadro regionale per la parità e contro le discriminazioni di genere n. 6 del 2014 supporta interventi per la prevenzione del fenomeno dei matrimoni forzati come violazione dei diritti umani, nonché per prestare assistenza alle donne e ragazze a cui di fatto è coartata la volontà. L’imminente presentazione del Piano regionale contro la violenza di genere sarà un’occasione di rilancio e di rafforzamento di azioni concrete e sempre più integrate, anche grazie all’Osservatorio regionale e agli strumenti di monitoraggio del fenomeno, in collaborazione con gli Enti locali, Centri antiviolenza, mediatrici culturali, associazioni, agenzie educative, forze dell’ordine e comunità tutta. Finché ci sarà una ragazza o una donna al mondo senza libertà di amare, vivere, essere … è dovere di tutti e di ciascuno combattere perché non sia più così». —

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