Scende il numero dei decessi ma si fanno meno tamponi
ROMA. In un periodo in cui l’attenzione è concentrata sulla campagna vaccinale, rischia di passare in secondo piano il tracciamento dei nuovi casi di Covid in Italia. I contagi continuano a scendere, così come i decessi, ma a fronte di numeri sempre più bassi di tamponi: un aspetto sul quale lancia l’allarme anche la Fondazione Gimbe, che monitora l’andamento della pandemia nel nostro Paese.
Nelle ultime 24 ore sono stati 59 i decessi legati al coronavirus, ancora in forte calo rispetto alle settimane precedenti. Sono invece 1. 968 i nuovi casi, ma a fronte di pochissimi test: 97. 633 (complice il giorno festivo del 2 giugno) , con un tasso di positività che sale al 2 per cento.
Buone notizie arrivano ancora dagli ospedali: 41 ricoveri in meno nelle terapie intensive e 141 nei reparti ordinari.
Anche il monitoraggio della Fondazione Gimbe conferma che i decessi sono in calo nell’ultima settimana.
«Da undici settimane consecutive si conferma il trend in discesa dei nuovi casi, sia per la ridotta circolazione del virus, come dimostra la riduzione del rapporto positivi/casi testati, sia per la diminuzione dell’attività di testing», commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Proprio il calo netto dei tamponi nelle ultime tre settimane, con un meno 34 per cento, è una delle criticità sottolineate dalla Fondazione: in dettaglio il numero di persone testate settimanalmente, stabile sino alla prima decade di maggio, si è ridotto nelle ultime tre settimane da 662. 549 a 439. 467 (meno 33,7 per cento) .
«Purtroppo – spiega Cartabellotta – i criteri per conquistare e mantenere la zona bianca, disincentivano le Regioni a potenziare le attività di testing e a riprendere il tracciamento, proprio nel momento in cui i numeri del contagio permetterebbero di utilizzare un’arma mai adeguatamente utilizzata». —
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