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in tribunale 

Armi rubate, il 43enne zitto davanti al giudice rimane ai domiciliari

T.S.
Armi rubate, il 43enne zitto davanti al giudice rimane ai domiciliari

Per il pm l’artigiano edile è il quinto complice del furto in villa La difesa: «L’arresto? Valuterò se fare ricorso al Riesame»

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reggio emilia. Non ha voluto rispondere – ieri mattina – alle domande del gip Luca Ramponi e rimane agli arresti domiciliari l’artigiano edile Giuseppe Migale Ranieri, 43enne originario di Cutro e residente a Cadelbosco Sopra, omonimo dell’avvocato Giuseppe Migale Ranieri, suo legale.

Un interrogatorio di garanzia, quindi, piuttosto veloce per quello che è considerato dagli inquirenti il quinto uomo coinvolto nel furto di un ingente quantitativo di armi ai danni di un collezionista di Montecchio.

«Mi riservo di studiare gli atti d’indagine – si limita a dire il difensore – per valutare un eventuale ricorso al Riesame». Il 43enne, come gli altri quattro complici, è accusato di furto in abitazione in concorso aggravato dalla violenza sulle cose, oltre che detenzione illegale di armi da fuoco e munizioni.

I contorni della vicenda sono a dir poco inquietanti. È infatti rimasto più di un mistero sul furto su commissione: a partire da una seconda cassaforte con un lauto bottino di orologi e gioielli spariti nel nulla dopo che il committente dell’arsenale, un non meglio precisato “Fedele” detto “Copino”, aveva ordinato le armi ed era pronto a salire da Cutro a Reggio per la consegna. Una vicenda partita infatti dal furto avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 settembre 2020 in una villa alla periferia di Montecchio. Mentre il proprietario 65enne si trovava in un’altra regione i malviventi sono entrati dal lucernario, mirando dritto a un armadio blindato che custodiva la collezione di armi. Dall’analisi incrociata dei fotogrammi dei varchi stradali di videosorveglianza sono emerse due targhe di pregiudicati. Uno dei due è Salvatore Spagnolo, operaio crotonese di 29 anni domiciliato in città. La “visita” nella sua casa in zona ospedale ha permesso di rinvenire, nel sottotetto di un’anziana vicina, un fascio di stoffe chiuse con nastro adesivo: all’interno 11 pistole, 2 rivoltelle, 4 fucili, 4 carabine (alcune per il tiro di precisione) e 500 munizioni. L’inchiesta dell’Arma è coordinata dalla pm Maria Rita Pantani che parla di «fatti di particolarissimo allarme sociale, trattandosi di furto su commissione di armi pronte ad essere traghettate in Calabria». —

T.S.

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