Sei telefonate al giorno per liti e violenze Le truffe informatiche aumentano del 23%
Nel 2020 in provincia sono diminuiti in generale tutti i reati, tranne alcune tipologie incrementate anche dalla pandemia
reggio emilia. Alcuni dati si confermano, come l’incremento ormai costante da anni delle truffe informatiche o la sempre più altra frequenza di episodi di violenza domestica e privata. Altri dimostrano invece un generalizzato calo dei reati più comuni, come i furti e le rapine, ma anche un aumento di gesti estremi, spesso fortunatamente evitati grazie al tempestivo intervento dei carabinieri.
Il bilancio 2020 dell’Arma di Reggio Emilia, diffuso in concomitanza con la festa del corpo armato, è ormai uno spaccato della società, una chiave di lettura per capire come cambia, si evolve e muta l’intera nostra provincia.
Un punto da cui conviene partire è senz’altro il numero di richieste d’ intervento arrivate al 112 durante dello scorso anno: 180mila, circa 500 al giorno. Di queste ben 2.122, circa sei al giorno, erano per liti tra le mura domestiche, le cosiddette liti in famiglia, ed episodi di violenza in strada o tra vicini.
Un fenomeno in costante crescita, quello delle litigiosità e delle violenze in casa, e che ha portato i carabinieri reggiani a eseguire numerosi arresti e denunce. Grazie anche, spiega l’Arma, al maggior coraggio avuto dalle stesse vittime, quasi sempre donne, che hanno trovato la forza di denunciare forti anche della legge del “Codice Rosso”. In un anno i militari reggiani hanno arrestato e denunciato un totale di 94 persone per atti persecutori e maltrattamenti in famiglia, 255 le denunce per lesioni personali, 54 per percosse e 234 per minacce. Aggressività acuita anche dalla pandemia e dalle convivenze forzate, spesso delle vere e proprie prigioni per le donne vittime dei loro aguzzini.
Altro effetto del Covid e del conseguente aumento esponenziale dell’utilizzo del web per gli acquisti è stato il boom delle frodi informatiche: 1.522 in un anno, il 23 per cento in più rispetto al 2019. Oltre all’attività “canonica” però, si diceva, i carabinieri stati impegnati anche in numerose attività di soccorso: 221 gli interventi per richieste di aiuto - alcuni dei quali hanno portato al salvataggio di vite - con l’impiego complessivo di oltre 448 militari. Tra queste operazioni una su tutte, quella del 18 marzo 2020 quando un 50enne reggiano, incapace di sopravvivere alla storia d’amore finita, aveva deciso di farla finita comunicando il tutto con un sms all’ex compagna, che ha subito avvertito il 112. I carabinieri di Albinea hanno forzato la porta di casa del 50enne, trovando l’uomo semi incosciente per l’assunzione di barbiturici. È stato quindi soccorso dal personale sanitario e trasferito in ospedale, dove è stato salvato.
Passando ai dati più generali, nel corso del 2020 i militari dell’Arma reggiana sono stati impegnati in 37.846 servizi di perlustrazione complessivo di 75.692 carabinieri, 212 pattugliamenti a piedi e 2340 servizi di ordine pubblico. Sono state 105.873 le persone identificate e 98.442 i veicoli controllati. Operazioni che hanno portato all’arresto di 303 persone per vari reati, alla denuncia di altri 2.940 malviventi e alla scoperta di 2.438 reati e dei loro autori, tra cui un omicidio, 24 rapine, 247 furti, 365 truffe, 207 reati di spaccio di stupefacenti, 25 estorsioni e ben 30 violenze sessuali.
Numeri in generale calo rispetto al 2019, soprattutto per quanto riguarda i furti: 5.717 contro i 7.406 dell’anno precedente, un meno 23 per cento. Diverse, infine, le operazioni e le inchieste di rilevanza nazionale portate a compimenti dai carabinieri reggiani. Fra queste l’indagine “Fast car” che, a giugno, a permesso ai carabinieri di Castelnovo Monti di smantellare una rete di rifiorimenti di droga in suolo reggiano che aveva le sue radici direttamente nel quartiere Scampia di Napoli: 23, in totale, i criminali coinvolti nell’inchiesta. Rilevante anche l’arresto, eseguito il 7 agosto dai militari di Scandiano, di un pedofilo 25enne di Teramo che aveva costretto con le minacce alcune minorenni a inviargli video pornografici.
O, ancora, l’operazione “Ariete”della compagnia di Guastalla con cui è venuta alla luce una organizzazione criminale di Sinti (18 gli indagati mentre 16 furono le misure cautelari emesse dal gip) specializzata nei furti con scasso e nelle spaccate ai danni di bar, tabaccherie e attività commerciali di tutta la regione. Tante, infine, anche le indagini antidroga che hanno permesso di sequestrare oltre 90 chilo di droga e 600 piante di marijuana. —
L. G.
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