Gazzetta di Reggio

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POLIZIA E GUARDIA DI FINANZA 

Trafficanti di droga alla Mediopadana: due uomini arrestati

Trafficanti di droga alla Mediopadana: due uomini arrestati

Quattro chili di hashish trovati nella valigia di un 20enne  e altri tre recuperati all’interno di un garage di Cavriago

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REGGIO EMILIA. Durante un pattugliamento congiunto, uomini della polizia e della Guardia di Finanza hanno avvistato e fermato alla stazione Mediopadana un giovane di vent’anni, reggiano e già noto alle forze dell’ordine, sospettato di essere coinvolto in traffici di droga.

Gli agenti della Polfer hanno effettuato un primo controllo perlustrando lo scalo ferroviario che ha consentito di trovare il ragazzo che dentro al suo bagaglio aveva 4 chilogrammi di hashish.

Ulteriori approfondimenti effettuati dalla Guardia di Finanza e dalla Squadra mobile della questura di Reggio hanno permesso di risalire a un contatto del giovane nel frattempo arrestato.

Poliziotti e militari si sono quindi recati a Cavriago per eseguire una perquisizione domiciliare. Nella casa di un cittadino albanese di trent’anni sono stati trovati ulteriori 3 chili di hashish dentro il suo garage.

Ad attirare l’attenzione delle forze dell’ordine è stato poi il marchio impresso nei panetti di stupefacente sequestrato che recavano la scritta “Porsche Taycan”, facendo intuire che si trattasse di una partita di droga smerciata da una organizzazione di alto livello.

Marchiature simili, spesso riferite ad auto sportive, erano già state ritrovate infatti durante altre attività investigative e identificano un alto livello di qualità della droga.

«La collaborazione a Reggio Emilia tra Guardia di Finanza e polizia di Stato è duratura e non occasionale e ha già permesso di ottenere ottimi risultati ad esempio nell’operazione di Billions e Libra» viene riportato nella nota della questura.

La prima inchiesta riguarda il maxi giro di fatture false prodotte su scala industriale per evadere il fisco. Un’operazione congiunta che ha suggellato la proficua collaborazione tra questura e caserma delle Fiamme gialle, partita a settembre del 2018 e che portò agli arresti domiciliari di quattro persone. Un inchiesta poi proseguita con altre 201 persone, per 51 delle quali sono state emesse delle misure restrittive (22 arresti, 22 obblighi di dimora e di firma, 7 divieti di lavoro). La seconda inchiesta congiunta - avvenuta a distanza di sei anni dall’operazione contro il clan radicato in Emilia, diretta emanazione della famiglia Grande Aracri di Cutro - ha portato al sequestro di beni per circa 1 milione di euro a Carmine Bramante, 43 anni, l'imprenditore edile colpito dal provvedimento, fratello minore di Antonietta Bramante, moglie di Palmo Vertinelli. Inchieste e controlli congiunti sul territorio che stanno aumentando notevolmente i risultati. —

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