A Reggiolo pesa la chiusura della prima Sala Bingo
Introiti quasi dimezzati anche a Canossa, crollo (-68%) a Vetto
L’ANALISI
Il report dei Monopoli di Stato ci consegna - oltre i dati della situazione dell’industria del gioco nei comuni della nostra provincia durante l’emergenza da Coronavirus, anche una analisi geografica delle spese di chi vuole tentare la fortuna.
Perché se guardiamo ai comuni della nostra provincia possiamo notare che non sempre la spesa per i giochi è proporzionale alla grandezza del singolo comune. E anzi, una prima suddivisione secondo i numeri del Rapporto 2020 (ma in questo caso anche il 2019 fornisce le medesime indicazioni, pur cambiando gli importi in ragione del Lockdown).
In particolare, nel comprensorio ceramico, non si sa con certezza se alla base di certi numeri ci sia una tendenza maggiore a tentare la fortuna o forse una maggiore disponibilità di denaro. O entrambi le cose. Di fatto, a Casalgrande (19mila abitanti secondo l’ultimo dato Istat) sono stati spesi 2,4 milioni in “Gratta & Vinci”, oltre 700 mila euro in più rispetto a quelli spesi nella più popolosa Correggio.
Invero, gli introiti da “grattini” di Casalgrande hanno un ulteriore primato, superando anche quelli di Scandiano, Comune capo-distretto con oltre 25mila abitanti. E la stessa proporzione segue anche le altre tipologie di gioco.
Un’altra stranezza di questi dati - tra le tante che si possono trovare nella ricognizione dei Monopoli - riguarda le scommesse virtuali. Probabilmente in alcuni comuni rispetto ad altri è risultato più facile aprire i centri scommesse. Perché altrimenti sarebbe più complicato spiegare - ad esempio - perché a Poviglio, nei primi sei mesi del 2019, è stato speso quasi un milione di euro (943.543 euro), a fronte di 409 euro spesi nello stesso periodo nel comune di Quattro Castella. La dimensione del territorio, la demografia non contano più in questo caso. Non c’è proporzione, ma ci sono probabilmente altre ragioni, alla base di queste cifre.
E la stessa mancata proporzione la si incontra, ad esempio analizzando le spese per il gioco del Lotto, divise comune per comune. Se infatti Reggio Emilia città - con oltre 7 milioni di euro spesi a caccia di ambo e terno - guida la classifica. Alle sue spalle, la gerarchia cambia. E anche in questo caso, la zona del comprensorio ceramico, catalizza l’attenzione. A Casalgrande, nel 2019 hanno speso oltre 2 milioni di euro al Lotto. Al di là del calo, vistosissimo, vicino al dimezzamento, le cifre sono comunque importanti: 1 milione di euro a Casalgrande è stato investito al Lotto anche nel 2020.
Un altro calo di questo tipo - invero abbastanza facilmente spiegabile - è quello che riguarda gli introiti del Bingo, strettamente connessi alle chiusure delle sale.
A Reggio Emilia la chiusura delle Sale Bingo ha fatto scendere gli incassi da 1.639.500 euro a 670.500 euro. Ancora più marcata la perdita per il gioco del Bingo in quel di Reggiolo dove ha sede una delle più grandi sale bingo della regione. Ebbene, a Reggiolo gli introiti da Bingo sono passati da quasi tre milioni (2.845.800 euro per la precisione) a 1.242.000 euro. —
M.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google