Giudice della California «Le armi d’assalto? Come coltellini svizzeri»
milano. Un giudice della California ha cancellato il divieto in vigore dal 1989 alle armi d’assalto, affermando che violerebbe il diritto costituzionale di possedere armi.
La sentenza del giudice distrettuale di San Diego, Roger Benitez, nominato da George W Bush, arriva mentre l’amministrazione Biden porta avanti sforzi per aumentare il controllo sulle armi per frenare le violenze e le stragi di massa. Una ’epidemià e una ’vergogna internazionalè, come l’ha definita lo stesso Biden. Allo shock per il verdetto contribuiscono le motivazioni, che paragonano le potenti armi a coltellini svizzeri. I fucili automatici sono stati usati in molte note stragi, come quella del 2016 a Orlando in cui un uomo uccise 49 persone e ne ferì 53, nel cinema di Aurora dove le vittime furono 14, o ancora nella scuola elementare di Newton dove furono uccisi 26 bambini e membri del personale.
Per il magistrato pro-armi, il divieto del 1989 che mette al bando i fucili d'assalto «è incostituzionale perché il governo di uno stato non è libero di imporre ai cittadini americani le sue scelte politiche quando queste riguardano i diritti costituzionali»: in questo caso il secondo emendamento che sancisce il diritto alla difesa e al possesso di armi da fuoco.
Il giudice si è però spinto oltre, motivando la sentenza in maniera a dir poco discutibile: «Qui non stiamo parlando di bazooka, cannoni o mitragliatori, ma di ordinari fucili moderni e popolari». Da qui l'azzardato parallelo col coltellino svizzero, «perfetta combinazione tra un'arma per la difesa domestica e un'arma per la difesa della patria». La sentenza comunque è sospesa per 30 giorni, il tempo necessario per permettere allo stato della California di fare appello.
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