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festa illegale A IBIZA 

Si è consegnato l’italiano che ha sparato nella villa allo chef Antonio Amore

Si è consegnato l’italiano che ha sparato nella villa allo chef Antonio Amore

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IBIZA (SPAGNA). Nessuno crede al suicidio, anche se gli investigatori non possono scartare a priori questa possibilità, ma chi la conosceva esclude categoricamente che Elena Livigni Jimenez, 21 anni, all’alba di giovedì scorso possa essersi gettata nel vuoto, da un’altezza di quindici metri, nell’hotel dove stava trascorrendo una vacanza con il suo ragazzo, di 5 anni più grande. L’ipotesi più accreditata, d’altro canto, è proprio quella del femminicidio-suicidio, visto che poi anche lui è stato trovato morto a fianco della giovane. Piuttosto, a far impressione, più si scava, è che si potrebbe addirittura trattare di un piano predisposto ancor prima di partire per quella vacanza. Entrambi con doppia nazionalità, in comunque quella spagnola, poi lei anche italiana e lui marocchino, i due giovani si conoscevano da qualche mese, entrambi studenti all’università di Barcellona. Lei, poliglotta per nascita (la mamma è di origini iberiche), aveva lasciato la famiglia a Milano (dove vive anche il fratello minore) per studiare catalano e arabo. Poi quella vacanza e quanto si legge sui social, ovvero festini a base di sostanze stupefacenti e alcol, abitudini che le amiche di Elena ritengono lontanissime dal modus vivendi. E quell’alba che si è trasformata in tenebre, con la caduta dal terrazzo del quarto piano, dov’era la stanza condivisa appunto con quel fidanzato. Contro il quale, adesso, tutte puntano l’indice: «È stato lui», ripetono senza ombra di dubbio. E in effetti emerge anche un lato violento di quel giovane, ma tutto va ancora verificato e comprovato, anche perché, non dimentichiamolo, anche lui ci ha rimesso la vita e, in ultima analisi, potrebbe essersene privato per dolore. L’Intepol, tuttavia, ha raccolto testimonianze circa una violenta lite, cui sono seguite le due morti. —

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