Gazzetta di Reggio

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il sindaco di scandiano 

«Abbiamo fatto qualcosa di grande Grazie di cuore a chi ha contribuito»

Adr.Ar.

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SCANDIANO. Un grazie «sincero e ammirato» a tutti gli operatori sanitari, a volontari e alle forze dell’ordine impegnati a vario titolo nelle operazioni vaccinali nell’open weekend di Scandiano. Lo porge il sindaco scandianese Matteo Nasciuti rivolgendosi alle decine di persone che hanno preso parte ai tre giorni “aperti” di vaccinazioni nel polo fieristico di via 25 Aprile. Il grande complesso è il nuovo centro vaccinale per il distretto di Scandiano, dove sino ad ora le operazioni erano ospitate dalla sede della Croce Rossa a Chiozza.

Per inaugurare il servizio, l’Ausl ha allestito un fine settimana in cui tutte le persone interessate potevano richiedere, tramite procedura online, di ricevere il vaccino monodose Johnson & Johnson, a oggi l’unico che non necessiti di un richiamo. Una bella opportunità per mettersi in sicurezza e poter organizzare le vacanze senza vincoli temporali o rientri per le seconde somministrazioni. La risposta è stata massiccia, circa 5.700 prenotazioni e una sola cinquantina di disdette o mancate presentazioni. Ora le fiere verranno usate per le normali vaccinazioni programmate nel distretto.

Passata l’onda, Nasciuti vuol ringraziare le tante donne e i tanti uomini che hanno permesso a un evento comunque complesso di filare via liscio, praticamente senza nessun intoppo. «Si è trattata, per la nostra comunità, di una sfida importante – commenta il primo cittadino – senza precedenti a cui ispirarsi. Il fatto che oggi possiamo parlare di 5.726 vaccini somministrati, pari a circa l’1% della popolazione provinciale, di un sistema organizzativamente ineccepibile, di una soddisfazione degli utenti del 100% non è scontato», sottolinea Nasciuti. È, anzi, una bella vittoria di tutti: «Ripeto spesso “La mia vita appartiene alla comunità”, è una frase che rappresenta un concetto potente, una filosofia troppo spesso sottomessa alle logiche della società individualista. La nostra vera ricchezza, lo penso da sempre, non è economica ma è sociale. È la capacità di metterci a servizio degli altri, consapevoli che solo un bene collettivo può portare a una società più sana, a una comunità più coesa, infine anche a una maggiore realizzazione individuale». —



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