Ben diecimila presenze nel primo anno di vita della panchina gigante
I promotori dell’iniziativa «È bastata la Big Bench per farci sentire come bambini capaci di meravigliarsi per la bellezza del paesaggio»
Baiso. Il progetto delle “Big Bench”, le enormi panchine rosse ideate dal designer Chris Bangle, sono ormai molto note e apprezzate anche in territorio reggiano. Lo dimostrano i risultati straordinari di quella installata a Baiso. «In un solo anno, 10 mila presenze e un sacco di recensioni online per la panchina gigante di Baiso hanno dimostrato che abbiamo scorci spesso sottovalutati e che, se valorizzati, sanno mostrare tutto il bello della Riserva di Biosfera dell’Appennino tosco-emiliano», dice Fabrizio Corti, sindaco di Baiso, reduce dalla recente inaugurazione di un cannocchiale e “finestre di land art” attorno alla Big Bench baisana, parte del Community project che vede queste installazioni anche a Castellarano, sul Monte Fosola, e a Ligonchio.
«In quello che prima era un luogo panoramico poco noto, sulla cima del poggio La Balota, abbiamo posato solo un anno fa questa panchina fuori scala di colore arancione, secondo i dettami del designer statunitense Chris Bangle – spiegano gli ideatori e sostenitori di questa iniziativa, i volontari del Nordic walking Baiso, capitanati da Maurizio Monzali e dalla presidente Gloria Mercati –. Un semplice cambio di prospettiva che ci fa sentire come bambini capaci di meravigliarsi della bellezza del paesaggio. È stato una felice chiave di successo che ci ha stupiti e, da sabato, la abbiamo incoronata con un’ulteriore offerta. Ricordiamo che da qui è possibile ammirare un panorama che va dal Monte Cimone e al crinale appenninico, fino ai ponti di Calatrava in città a Reggio Emilia, se non anche le prealpi o San Luca e la Torre degli Asinelli. È il nostro benvenuto nella Riserva di Biosfera e in Appennino».
«Nella Baiso dei calanchi e delle persone, la cosa più semplice è rendere più disponibili i monumenti naturali che ci stupiscono già a occhio nudo. Ecco perché ci è sembrato utile potere sostenere questa progettualità con un cannocchiale a postazione fissa a beneficio delle persone che vogliono calpestare la nostra Riserva Mab Unesco», commenta Fausto Giovanelli, coordinatore della Riserva Mab.
Dinnanzi alla “big” panchina, sino al 5 giugno, si sono aperte anche le cinque “finestre d’artista” di Roberto Mercati e Antonio Tarantello. «Dopo oltre un anno di pandemia, nel corso della quale, almeno per certi periodi, la finestra ha rappresentato per molti di noi l’unica vera frontiera con la realtà circostante – spiega Mercati – possiamo riappropriarci un poco della sua vocazione di soglia, di frontiera rispetto all’infinito. Ognuna delle cinque installate, a distanza di 10 metri le une dalle altre, ha un colore diverso. Esse esprimono una dimensione dell’uomo (o della categoria dell’essere): presente, passato, futuro, anima, empatia. È una forma di land art che mira a connettere la sensibilità di chi la sperimenta con il paesaggio e le sue storie. Arte ibrida, povera e al tempo stesso aperta alla tecnologia».
Sul poggio di Baiso comunemente chiamato “La Balota”, la panchina gigante arancione svetta dal 6 giugno dello scorso anno.
È collocata lungo il sentiero Cai 632, che taglia sotto il castello di Baiso e che, dopo aver attraversato la storica borgata di Cassinago, funge da crocevia con altri sentieri, permettendo di raggiungere tanto i calanchi policromi di Casale quanto la Calcinara o Monte Lusino.
Nella dotazione di questa Big Bench si conta anche una libreria all’aperto posta sul retro della panchina, per prendere in prestito un libro e leggere in relax, e perfino una postazione selfie, ovvero un pannello in legno dove appoggiare il cellulare per scattare la propria foto ricordo. —
L.T.
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