Ordine di arresto per i genitori «Prendano contatti con me»
novellara. Anche i genitori di Saman, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, sono stati raggiunti da un’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere, notificata ieri al loro difensore d’ufficio, l’avvocato Simone Servillo.
L’uomo – il cui incarico risale già dal primo atto della procura, con il sequestro della cascina di via Cristoforo Colombo – non è ancora riuscito a mettersi in contatto con la coppia, che si trova in Pakistan. «Bisogna che miei assistiti sappiano che qualcuno li assiste – dichiara il legale – Ho contattato il Consolato a Milano, sono molto collaborativi ma ancora di risultati pochi. Ho provato a mettermi in contatto telefonico con l’uomo, ho mandato messaggi, le ho provate tutte. Per ora niente. Per questo, rivolgo un appello, qualora qualcuno gli mostri i giornali o vedano su internet: prendano contatti con me, che sappiamo che c’è chi li difende e crede che la loro situazione possa essere effettivamente difesa».
L’avvocato Servillo, infatti, propone di prendere in considerazione una tesi alternativa a quella contenuta nelle ordinanze di arresto, in cui i coniugi sono accusati di concorso nell’omicidio premeditato della figlia 18enne. Un delitto per il quale sono iscritti nel registro degli indagati anche i due cugini e lo zio.
«La procura ha lavorato molto bene, non c’è nulla da dire – tiene a sottolineare – Però tutti gli elementi finora pubblicati sulle pagine dei giornali hanno una lettura a senso unico; invece è possibile una interpretazione completamente diversa in chiave assolutoria». E il legale fa notare un aspetto: «Ho ricevuto la richiesta di incidente probatorio del minore il 26 maggio, ma ancora mi risulta non sia stata depositata al gip. Invece, spero venga presto fissata. Non dimentichiamoci che il corpo non è ancora stato trovato dopo tanti giorni di ricerche». —
El.Pe.
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