Organico Covid smantellato. La scuola scende in piazza
I sindacati lanciano l’allarme: «Dai Sostegni-bis sono arrivate solo le briciole»
REGGIO EMILIA. I sindacati s'aspettavano molto dal “Patto della scuola al centro del Paese”, che avevano firmato lo scorso 20 maggio insieme a Patrizio Bianchi, ministro dell'Istruzione: concorsi riservati per stabilizzare i precari e aumentarne le retribuzioni, riconferma del personale aggiuntivo assunto per fare fronte alla pandemia e trasferimenti provvisori nelle sedi richieste dagli interessati. Cinque giorni dopo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge 73/2021, il cosiddetto Sostegni-bis, con il quale il Governo sostiene le attività produttive riservando alla scuola aiuti marginali. La protesta s'è presto sollevata.
Ci saranno manifestazioni nelle principali città il 9 giugno, al pomeriggio, a Roma in piazza Montecitorio, a Reggio Emilia in piazza del Monte dalle 17 alle 19. Sarà un presidio unitario, che è stato annunciato ieri nella Camera del Lavoro dai sindacati di categoria Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola e Snals-Confsal.
I provvedimenti connessi con l’emergenza sanitaria hanno avuto pesanti conseguenze sull'occupazione, determinando la risoluzione di tanti contratti a tempo determinato e nel 2020, soltanto nella nostra provincia, la cancellazione di 36 milioni di ore di lavoro (18 volte più che nell'anno precedente), parzialmente rimborsate grazie agli ammortizzatori sociali. Nella scuola, invece, il personale è aumentato grazie al reclutamento dell’organico Covid per provvedere allo sdoppiamento delle classi finalizzato a mantenere le distanze di sicurezza fra gli alunni.
Nella nostra provincia si sono contati a tale scopo 766 nuovi assunti, per due terzi insegnanti e per un terzo Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari).
Si trattava di contratti a tempo determinato, sottoscritti con la clausola dell'immediata cessazione in caso di passaggio alla didattica a distanza. I sindacati, però, ne hanno ottenuto la conferma quando le lezioni in presenza sono state sospese nelle scuole superiori e nelle terze medie. Perciò il personale aggiuntivo è rimasto in servizio fino al 5 giugno, ma le organizzazioni sindacali ritengono che ce ne sarà bisogno ancora almeno nel prossimo anno scolastico, benché le case farmaceutiche assicurino che le vaccinazioni di massa in via di completamento sono in grado di debellare anche le varianti del coronavirus.
«I virologi – obietta Silvano Saccani, segretario provinciale della Flc-Cgil – prevedono che il virus forse rimarrà fino al 2024. Dal prossimo primo settembre gli organici dovrebbero essere di nuovo rafforzati per garantire il distanziamento. Il personale aggiuntivo fa parte dei 2.992 supplenti, fra cui 981 Ata, che sono stati reclutati nel 2020-2021. Se il Governo non emetterà un provvedimento immediato per la loro riassunzione, in settembre la scuola non sarà in grado di funzionare e rimarrà scoperta sotto il profilo sanitario».
In quanto alle "classi pollaio" nella nostra provincia ogni classe ha in media 21,3 alunni, ma in città si arriva anche a 28.
Monica Leonardi, segretaria della Cisl-Scuola, pone l'accento sul precariato: «Chiedevamo – spiega – concorsi abilitanti riservati ai supplenti. Invece il Governo prevede stabilizzazioni soltanto per chi è già abilitato».
Luigi Fiorentino della Uil-Scuola ricorda il problema dei dirigenti dei servizi generali e amministrativi: «Nella nostra provincia – afferma – sono fuori ruolo quelli di 47 istituti su 67. I candidati idonei ad entrare in ruolo non bastano per coprire i posti vacanti».
Alla protesta partecipa anche il sindacato autonomo Snals, rappresentato dal segretario provinciale Marco Valli. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
