Allarme sulla tenuta del bilancio «Il Comune per pagare gli stipendi ricorre ad anticipazioni bancarie»
CARPINETI. «La preoccupazione sul bilancio cresce, perché da un anno e mezzo c’è un ricorso costante alle anticipazioni bancarie». L’allarme sulla tenuta dei conti arriva dal gruppo di opposizione Futuro Comune, dopo un’analisi dell’andamento finanziario nelle ultime attualità. Il segnale più serio, sostengono i consiglieri, è che «per oltre diciotto mesi, da metà del 2019, si è ricorso all’anticipazione bancaria, in sostanza un fido, per effettuare i pagamenti correnti (ad esempio gli stipendi dei dipendenti) e risolvere la scarsità di liquidità sul conto. Nel 2020 il totale richiesto in anticipazione è di 1.34 milioni di euro, vicinissimo al massimo consentito». Lo strumento scelto dall’amministrazione guidata dal sindaco Tiziano Borghi è consentito dalla legge sugli enti locali. Normalmente, sostiene Futuro Comune, dovrebbe rappresentare solo un’eccezione per momenti di difficoltà imprevisti. «Quando, però, dura per così tanto tempo e cresce in modo considerevole da un anno all’altro, diventa un elemento di criticità importante che non dipende più dalla differenza fra incassi e pagamenti e comporta ovvie conseguenze». Quali? Ad esempio, «il Comune di Carpineti non ha pagato nemmeno un euro delle quote dei servizi che sono delegati all’Unione dei Comuni, in particolare scuola e servizi sociali. In aggiunta, non ha nemmeno saldato tutto quello che ancora doveva dal 2019». Il risultato è «che nell’anno del Covid tutte le attività svolte in quel campo – per esempio la gestione del micronido, i contributi alle famiglie e alle persone in difficoltà – sono state realizzate grazie agli altri Comuni dell’Unione che hanno versato le loro quote e quindi, di fatto, hanno anticipato i soldi per conto di Carpineti». Uno sbilanciamento in parte compensato da altri crediti su differenti fronti: «È vero che anche l’Unione ha dei debiti verso Carpineti, ma per ogni euro che si deve ancora ricevere, ne mancano da versare più di dieci. Il totale da pagare è di oltre 600mila euro e, anche se si sta cercando di provvedere, l’arretrato si aggiunge a quanto dovuto per quest’anno, portando il totale dovuto a 1,2 milioni di euro». Il quadro è nettamente migliorato nel corso dell’anno, ma ancora non lascia tranquilla la minoranza, che torna su un tema giù affrontato in diverse occasioni, il recupero delle tasse dovute ma non percepite: «Alla fine del 2020 la cassa è tornata a respirare, ma se si saldassero tutti i debiti nei confronti dell’Unione la situazione ritornerebbe esattamente allo stesso punto. In aggiunta, oltre alle tasse non incassate nel 2020, continua a mancare più di mezzo milione di tasse vecchie di anni, in larga parte Ici-Imu e Tari, crediti molto difficili da esigere, che la legge obbliga di fatto a mettere da parte comunque». E neppure l’emergenza può essere vista come giustificazione: «Si potrebbe dire che era l’anno del Covid, ma occorre ricordare che proprio a causa dell’emergenza il Comune ha ricevuto oltre 300 mila euro e altri 100 mila li incasserà nel corso del 2021». —
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