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il derby col parma 

Due patteggiamenti e un ultrà condannato per gli scontri del 2017

Am. P.
Due patteggiamenti e un ultrà condannato per gli scontri del 2017

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REGGIO EMILIA. Due patteggiamenti – di quattro mesi per un 52enne e di sei mesi per un 49enne – e un abbreviato di sei mesi per un 45enne.

Così si è concluso ieri il processo per gli ultimi tre ultras della Reggiana rimasti alla sbarra, in tribunale a Parma, per i disordini che macchiarono il derby calcistico Parma-Reggiana del 7 maggio 2017, un’attesa sfida di ritorno di Lega Pro (stagione 2016/2017) durante cui la tifoseria granata aveva creato non pochi problemi di ordine pubblico.

I patteggiamenti riguardano i reati di minaccia e resistenza a pubblico ufficiale (poliziotti e stewart), mentre il 45enne che ha scelto l’abbreviato era accusato, oltre che di minacce a pubblico ufficiale, di superamento di recinzione per essere entrato in campo. Ben 23 tifosi granata (gli imputati sono assistiti dall’avvocato Annalisa Bassi, ad eccezione di un tifoso tutelato dall’avvocato Rita Gilioli) sono stati citati a giudizio e i supporter della Regia risultano accusati, a vario titolo, di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, danneggiamento, porto di oggetti contundenti, travisamento (volti nascosti con sciarpe o passamontagna), lancio di fumogeni. Imputati con posizioni diverse, perché l’accusa ha indicato episodi illeciti dall’arrivo in stazione a Parma (un tombino scagliato), durante il tragitto a piedi erano stati colpiti due agenti (una bottigliata e un’ombrellata) e allo stadio (minacce, fumogeni, insulti e lancio di oggetti contro i poliziotti).

Con questi ultimi tre ultras si è chiuso il procedimento con rito ordinario davanti al giudice Beatrice Purita di Parma.

Rimangono tre tifosi, accusati del solo travisamento, per i quali l’udienza è stata rinviata all’autunno, mentre per altri tre il giudice ha disposto la restituzione degli atti al pm perché è stata eccepita l’incompetenza del tribunale monocratico in favore del tribunale collegiale, perciò tutto da rifare. —

Am. P.

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