In aumento i costi dei fattori produttivi «Ci sono rialzi fortissimi e repentini»
Sos lanciato dagli industriali: «Difficoltà su pallet, plastica e cartone per imballaggi. Per il gas metano il rincaro è doppio»
CASALGRANDE. Un anno di turbolenze, di perdite pesanti, di risalite ma pure di costi in aumento. Non è certo stato un periodo normale quello vissuto dal mondo dell’industria ceramica nel 2020, presentato ieri assieme alle tradizioni indagini statistiche Confindustria Ceramica realizza con cadenza annuale per fare il punto sulle imprese attive nella produzione di piastrelle e lastre, ceramica sanitaria, porcellana e stoviglieria, materiali refrattari, ceramica tecnica, laterizi.
In Italia, si parla di 271 realtà che occupano direttamente 26.750 addetti, a cui aggiungere un enorme indotto, e fatturano 6,2 miliardi. Al conto vanno poi aggiunte le produzioni presenti in altri continenti, in particolare in Europa e Nord America. Dal punto di vista dei materiali, le aziende presenti sul suolo italiano nel corso del 2020 hanno prodotto 344,3 milioni di metri quadrati, con un calo del 14,1% rispetto all’anno precedente.
Le vendite complessive sono state di 391 milioni di metri quadrati, un volume raggiunto facendo ricorso anche al magazzino dei prodotti finiti, comunque in calo del 3,9% dal 2019. Le vendite in Italia si fermano a 73,3 milioni di metri quadrati, meno 12,2%, mentre minore è la sofferenza dell’export, con 317,7 milioni, meno 1.8%.
Il fatturato totale delle aziende italiane di piastrelle raggiunge i 5.13 miliardi di euro (meno 3,9%), diviso fra 4.4 miliardi dalle esportazioni, che contano per l’86% sul fatturato e 720 milioni di mercato nazionale. Tutti dati negativi, ed era inevitabile pensando al blocco globale causato dalla pandemia, arginati dalla crescita dei prodotti per la casa e l’igiene in Italia. Diverso il discorso per il nuovo anno. Nel primo trimestre 2021 il fatturato è cresciuto del 9% rispetto al 2020, sia nel mercato italiano (un notevole più 18,9%) sia in quello estero (dove si va al più 7,2%). Un progresso reale nell’ordine del 7% complessivo, parametrato al primo trimestre 2019. Non ci sono solo motivi per essere cupi, dunque.
«Nel corso del secondo semestre dello scorso anno abbiamo recuperato gran parte del crollo di vendite dovuta al lockdown. L’attenzione al “bene casa” in tutto il mondo, unito alle caratteristiche di salubrità, sostenibilità e durevolezza, hanno spinto in alto il consumo di ceramica nei diversi continenti. Gli incentivi previsti dal Recovery Plan e la semplificazione burocratica possono rendere duratura e consistente questa crescita», fa notare il presidente di Confidustria Ceramica, Giovanni Savorani.
Un aspetto negativo è quello delle spese in aumento, con «fortissimi e repentini rialzi nei costi dei fattori produttivi, quali pallet, plastica e cartone per imballaggi, noli marittimi, dove talvolta non riusciamo a spedire a causa dell’indisponibilità dei container. Per il gas metano il rialzo è doppio: alla crescita del costo della materia prima – dagli 8 euro dello scorso anno ai 20 attuali – si aggiunge anche quella della C02 determinata dal sistema ETS, dove i 15 euro a tonnellata di 10 mesi fa solo volati ai circa 50 adesso, anche a causa della speculazione finanziaria». —
Adriano Arati
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