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la querelle 

Parte una petizione di sostegno allo Studium Regiense sfrattato

Luciano Salsi
Parte una petizione di sostegno allo Studium Regiense sfrattato

Sono già state raccolte 336 firme, si punta ad arrivare a 500 entro il 19 giugno. Indignazione tra i cittadini: «Assurdo zittire la musica, la cultura non è fastidio»

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REGGIO EMILIA. Non c’è soltanto la “pars destruens” della proposta delle messe cantate e suonate alle sei del mattino come una provocazione nei confronti del condòmino intollerante che ha fatto allontanare dalla chiesa di San Filippo la musica classica insieme alla Famiglia artistica reggiana-Studium Regiense.

C’è anche la “pars construens” della raccolta di firme in calce alla petizione con cui Renato Negri, il docente dell’istituto musicale Peri-Merulo promotore della protesta, si propone di restituire ai concerti della Far l’ambientazione ideale e la perfetta acustica di quel pregevole edificio settecentesco.

Fino a ieri i reggiani ne avevano già consegnate 336, cliccando sull’apposito link attingibile attraverso il profilo Facebook di Negri, ma la raccolta continuerà fino al 19 giugno per arrivare almeno a 500 adesioni.

Lo sfratto della Far è seguito alla sentenza con cui il giudice ha accolto la richiesta del noto avvocato che, avendo l’abitazione sopra all’oratorio annesso alla chiesa, lamentava il disturbo arrecato alla sua famiglia da quegli eventi musicali. È da notare che vi si svolgevano quasi soltanto al giovedì, esclusi i mesi estivi e il mese di gennaio, in orari più che accettabili, dalle 18 alle 20 e qualche rara volta dalle 21 alle 23.

Tuttavia la misurazione dei decibel è stata fatta proprio durante un eccezionale concerto natalizio un po’ meno moderato del solito. Invano Carlo Baldi, presidente di Far-Studium Regiense, aveva cercato per tre anni di arrivare a un’intesa con il vicino, l’unico fra i condòmini che si lagnasse. La Far è stata costretta a traslocare negli spazi esterni e interni del teatro San Prospero, in via Guidelli, che non ha esitato a metterli a disposizione. Ma è grande l’indignazione di tanti cittadini, in particolare dei musicisti collaudati e degli allievi dell’istituto musicale Peri che nella chiesa di San Filippo esprimevano il meglio del loro talento.

Le sottoscrizioni della petizione sono accompagnate da chiose piuttosto aspre. «Sto firmando – scrive Elena Turci – perché la musica non è rumore. È piacere, veicolo di benessere per chi l’ascolta...». «Se questa persona fosse educata – aggiunge Giuliana Notolini – non attaccherebbe un’eccellenza della città. Se blocchiamo opportunità di cultura ed educazione alla bellezza non potranno che moltiplicarsi situazioni spiacevoli».

Silvia Perucchetti si pronuncia «per la cultura e la bellezza, che qualcuno vede come un fastidio insopportabile». «Assurdo – incalza Marzia Zamboni – che la cultura soccomba a interessi privati di uno solo». «Firmo con convinzione – dichiara Elisa Bellesia – a sostegno di arte e cultura e contro l’ignoranza di quei pochi che vogliono zittire e oscurare la bellezza». —

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