Si tiene la macchina a noleggio e fa un incidente: condannato
Nove anni fa la mancata restituzione dell’auto alla carrozzeria povigliese. Imputato condannato a 6 mesi e dovrà risarcire l’azienda
poviglio. Ennesimo esempio di giustizia lenta, perché solo ieri si è chiusa – in primo grado – una vicenda che risale al 26 giugno 2012.
Quel giorno Marco Armando Berlingeri aveva chiesto un’auto a noleggio alla carrozzeria povigliese “Rossi Ermes e figlio”. Un cliente conosciuto dai proprietari, quindi non era stato certo un problema mettergli a disposizione una Fiat Panda che il contratto di noleggio ne prevedeva l’utilizzo per il fine settimana. Termine non rispettato dal cliente, come ha spiegato in udienza il legale rappresentante della carrozzeria, che si è costituito parte civile nel procedimento tramite l’avvocato Paolo Bertozzi. E proprio il titolare dell’autofficina non solo ha confermato – durante la deposizione – che quella Fiat Panda non era stata restituita, ma anche che nel periodo successivo alla mancata restituzione, con tanto di denuncia presentata, Berlingeri, noncurante della situazione creata, era incappato in diverse infrazioni stradali con relative multe recapitate alla ditta povigliese. Per non parlare di un incidente, sempre con quella macchina.
Ieri la Procura ha ritenuto provata l’accusa di appropriazione indebita, da qui la richiesta di una condanna per l’imputato a sei mesi di reclusione. Sulla stessa linea d’onda l’avvocato di parte civile Bertozzi («I fatti si commentano da sè, era stato stipulato un regolare contratto di noleggio») che per l’azienda danneggiata ha chiesto un risarcimento di 20mila euro, con una provvisionale di 10mila euro.
Nell’arringa, l’avvocato difensore Mattia Fontanesi ha, invece, replicato dicendo che non può essere sostenuta l’accusa di appropriazione indebita, in quanto non è mai stata chiesta la restituzione della Fiat Panda da parte dell’autocarrozzeria di Poviglio. Dopo una breve camera di consiglio, il giudice Antonella Teresa Garcea ha condannato Berlingeri a sei mesi di reclusione e 400 euro di multa, oltre al pagamento alla “Rossi Ermes e figlio” di una provvisionale di 5mila euro. —
T.S.
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