Gazzetta di Reggio

Reggio

la provocazione 

«Una messa a tutto volume magari a ritmo rock»

L.S.

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reggio emilia. C’è un tripudio di adesioni alla sua proposta provocatoria nei novanta commenti all’articolo della Gazzetta che Renato Negri ha condiviso nel suo profilo Facebook. Con quattro tromboni e timpani, un’arpa, un flauto, una bombarda da 32 pollici, un chitarrino parente della chitarrina di Renzo Arbore o con le voci di un coro polifonico, sono tanti i reggiani pronti ad alzare i decibel della messa che Negri suggerisce di fare celebrare nella chiesa di San Filippo. Lui suonerebbe l’organo, ma la campana in dotazione è troppo piccola. Si potrebbe chiamare in soccorso (propone Luigi Swich) l’associazione dei campanari reggiani con il loro castello di campane per esaltare la solennità di una messa all’antica. Ma c’è chi preferirebbe una liturgia ultramoderna, accompagnata da un “concerto rock amplificato al parossismo”. L’importante, per tutti, è rompere impunemente i timpani all’inquilino che ha fatto sfrattare la Far-Studium Regiense. —

L.S.

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