Lamorgese: «Un piano contro la violenza di genere e contro i matrimoni forzati»
NOVELLARA. «In nessun modo le differenze culturali possono esimere da una piena adesione ai principi di fondo sui quali si basa la nostra società come l’uguaglianza di genere e il rispetto della dignità umana che permea di sé il quadro dei valori costituzionali». Così il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese ieri al question time alla Camera rispondendo a un’interrogazione sul caso Saman. «Il Governo è al lavoro – aggiunge – per interventi volti a migliorare la sicurezza delle donne e a condividere in seno al tavolo per le relazioni con l’Islam italiano i necessari percorsi per una maggiore integrazione». La ministra per le Pari opportunità Bonetti «sta curando il nuovo Piano specifico sulla violenza maschile contro le donne ’21-23 – ha aggiunto Lamorgese – nell’ambito del quale un’attenzione specifica sarà dedicata al tema dei matrimoni forzati». L’interrogazione sul caso Saman era arrivata dal gruppo Pd: «Abbiamo chiesto alla ministra Lamorgese quali provvedimenti urgenti intenda adottare per contrastare il fenomeno dei matrimoni forzati e i tragici avvenimenti, ossia femminicidi, che spesso ne conseguono a fronte del rifiuto di molte giovani donne», aveva detto la capogruppo in Commissione agricoltura Antonella Incerti. «Tutti noi siamo sgomenti per l’efferatezza di quello che abbiamo sentito raccontare, anche dal fratello di Saman Abbas – ha detto Emanuele Fiano della presidenza Pd alla Camera –. Condividiamo l’idea di un tavolo con le comunità islamiche. Però crediamo che lì debbano essere messi dei punti fermi, e tale integrazione non può in alcun momento significare di tacere la prevalenza dei principi fondamentali della nostra Carta costituzionale. Su questo punto dell’integrazione si gioca il futuro del nostro paese». Don Giordano Goccini, parroco di Novellara: «Il problema che c’è dietro a questo caso non è l’Islam dell’Isis, di al Nusra o degli esaltati. Qui abbiamo a che fare con una cultura estremamente tradizionale, che sente ostile tutti i tipi di istituzione tranne la famiglia. A Novellara esiste un positivo dialogo fra le diverse comunità religiose, ma spesso queste famiglie vanno a vivere isolate, magari anche in funzione del lavoro che svolgono. Se vivono in un appartamento in paese qualcuno potrebbe accorgersi di certe dinamiche familiari, ma in un casolare è più complesso». —
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