Dubbi sul vaccino J&J ai più giovani ma in pochi rinunciano agli open day
Sempre di più le perplessità sull’opportunità di usare quel vaccino sugli under 60. La Regione tira dritto: «Seguiamo Aifa»
Leonardo Grilli
reggio emilia. Da un lato la comunità scientifica e il comitato tecnico del Governo che si interrogano sull’opportunità di somministrate il vaccino marcato Johnson&Johnson anche ai più giovani. Dall’altro gli open day organizzati dall’Ausl in provincia di Reggio Emilia, proprio con quel tipo di vaccino, che non registrano defezioni. Anzi, sono poche decine le persone che non si sono presentate agli appuntamenti per contrattempi dell’ultimo momento.
I timori che circolano nelle ultime ore su eventuali effetti collaterali causati nella popolazione più giovane da questo tipo di somministrazione – monodose e a vettore virale, a differenza di Pfizer o Moderna – per adesso non sembrano fare breccia nei reggiani. Anzi. A confermarlo, ieri mattina nel corso della conferenza stampa di aggiornamento sull’epidemia in provincia, è stata la stessa direttrice generale dell’Ausl, Cristina Marchesi.
«Abbiamo avuto pochissime disdette che rientrano nella normale amministrazione delle cose – spiega –. Anche i tre giorni di open day di Scandiano non hanno fatto registrare particolari defezioni, il primo giorno solo cinque persone non si sono presentate per cause contingenti dell’ultimo minuto».
Riguardo all’opportunità di somministrate J&J sotto i 60 anni, invece, «attendiamo quello che emergerà dalla riunione del Comitato tecnico scientifico e se usciranno indicazioni diverse da quelle attuali ne terremo ovviamente conto». Attualmente quindi vale ancora quanto stabilito dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco: il vaccino Johnson&Johnson è iniettabile dai 18 anni in su ma consigliato per gli over 60.
«Al momento non abbiamo indicazioni diverse – precisa ancora Marchesi – ma anche Figliuolo ha dichiarato di esser pronto ad agire in conseguenza a eventuali pronunciamenti precisi e scientifici, che si costruiscono necessariamente nel tempo e di tempo per ora ce n’è stato poco. Recepiremo qualsiasi indicazione arrivi dallo Stato o dalla Regione, scelte di questo tipo non si fanno basandosi su articoli di giornale o su dichiarazioni di qualcuno ma su quello che dice l’Aifa».
Se tuttavia J&J fosse vietato ad alcune fasce di età più giovani verrebbe messo in crisi tutto il sistema degli open day organizzato fin’ora, che proprio su questo tipo di vaccino si basa. Ma la direttrice generale non si spaventa: «Ormai siamo abituati ad avere come parola d’ordine “flessibilità”. Il piano B per adesso non c’è ma facciamo presto a farlo». D’altronde sul proseguire con Johnson&Johnson è orientata anche la Regione Emilia-Romagna. «Lo somministriamo preferibilmente ai 60enni – Ha dichiarato ieri l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini –. Poi però è chiaro: se dobbiamo tenere delle dosi in frigo senza utilizzarle ci poniamo il tema di come utilizzarle, sempre nel rispetto delle prescrizioni di Aifa». —
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