Ucoii: «Noi parte civile» Le critiche di Più Europa
NOVELLARA. «Come in altri processi, anche per il caso di Saman ci costituiremo come parte civile».
A dirlo è il presidente di Ucoii (Unione comunità e organizzazioni islamiche in Italia), Yassine Lafram. Una dichiarazione che arriva a pochi giorni da quella in cui l’Unione delle Comunità islamiche italiane aveva annunciato una fatwa contro i matrimoni forzati. Una iniziativa a sua volta fortemente criticata.
Anche da “Più Europa Reggio Emilia” le critiche verso Ucoii: «Sbandierare la fatwa reputiamo sia un intervento inappropriato in quanto si introduce la religione islamica all’interno di uno stato laico con diritti giuridici e individuali ai quali tutti i cittadini, credenti o meno, sono soggetti in maniera paritaria. Se poi questa fatwa viene dichiarata dall’Ucoii, allora suona ancora più strano». E aggiungono: «Si sono mai espressi con condanne precise, richiamando il rispetto alla libertà individuale e religiosa sancite dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea? Diciamo no alla strumentalizzazione di questo tema, sia dalla parte politica di destra che di sinistra. Vogliamo ricordare in primis alla coalizione del centrosinistra di cui facciamo parte: se davvero intendiamo risolvere questi problemi, allora dobbiamo uscire da questa contrapposizione. Per tutelare i diritti delle donne musulmane e non solo, è necessario un confronto civile in cui si parte dal fondamento di uno Stato Laico con diritti e doveri tenendo fuori ciò che riguarda la spiritualità e la religione». —
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