Caso Enocianina il Consiglio di Stato boccia il ricorso
REGGIO EMILIA. La realizzazione del nuovo comando della polizia locale in zona stazione, nell’area dove si trova la ex fabbrica Enocianina, è sempre più vicina. È stata infatti respinta dal Consiglio di Stato la richiesta, presentata dal titolare della fabbrica, Aldino Fornaciari, di sospendere la sentenza del Tar, che lo scorso 30 settembre ne aveva respinto il ricorso.
Contro il progetto e l’espropriazione del terreno, su cui si trova anche la sua abitazione, l’imprenditore nel 2019 aveva presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica che, a seguito dell’opposizione del Comune, era stato poi trasposto al Tar. In particolare Fornaciari ha impugnato e chiesto l’annullamento di due delibere del consiglio comunale di Reggio, datate 12 novembre 2018 e 8 aprile 2019. La prima adottava la variante urbanistica necessaria per la costruzione della nuova sede della polizia locale e avviava il procedimento per l’apposizione del vincolo espropriativo e della dichiarazione di pubblica utilità sull’immobile dell’ex fabbrica. La seconda delibera, invece, aveva in sostanza recepito il parere positivo all’opera da parte della Provincia, emesso sulla base delle valutazioni di Arpae e conferenza dei servizi. L’argomentazione principale del ricorso verteva sul fatto che «il Comune avrebbe ignorato la vocazione tipica del territorio reggiano nel settore enologico» dove l’attività produttiva del ricorrente rappresenterebbe «un’impresa di rilievo storico-culturale presente sul territorio dai primi anni del ’900, che opererebbe all’insegna della ricerca e dell’innovazione». Questo al contrario di quanto sostenuto dal Comune secondo cui lo stabilimento è «dismesso». Le ragioni dell’amministrazione sono state ritenute fondate dai giudici e il Tar, in settembre, ha respinto il ricorso di Fornaciari, condannandolo al pagamento delle spese di giudizio e rigettando la richiesta di gratuito patrocinio. Anche la sezione quarta del Consiglio di Stato, a cui Fornaciari si è rivolto, ha respinto l’istanza cautelare non rinvenendo il diritto vantato da Fornaciari, né il danno da lui dichiarato. —
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