La Italcuscinetti ricorre in Cassazione contro l’operaio già reintegrato
rubiera. Per fare seguire quell’operaio, unico delegato sindaco Cgil in azienda, che aveva chiesto e ottenuto la 104 per assistere una zia malata, l’azienda assunse addirittura un investigatore privato. «Un comportamento decisamente anomalo», è il giudizio di Luca Chierici, segretario Filcam Cgil di Reggio Emilia, che ha seguito fin dall’inizio la vicenda del lavoratore, approdata a due gradi di giudizio e ora è in attesa del terzo, in Cassazione.
La vicenda del lavoratore parte nel 2019 quando chiede all’azienda nella quale lavora, la Italcuscineti di Rubiera, l’applicazione della 104 per assistere la parente successivamente deceduta. «L’azienda – racconta Chierici – gli ha messo alle costole l’investigatore. Alla fine il lavoratore è stata licenziato perché, secondo l’azienda, durante le ore che avrebbe dovuto trascorrere con la parente aveva fatto la spesa ed era andato prendere i figli a scuola». Una motivazione che non ha retto al primo grado di giudizio, terminato con l’operaio reintegrato nel suo posto di lavoro, con 15mila euro di risarcimento e le spese processuali pagante. E non ha retto nemmeno all’Appello, che ha confermato il reintegro. Nonostante tutto, la Italcuscinetti, il 1° giugno, quattro giorni prima della scadenza, ha fatto consegnare al lavoratore la notifica del ricordo in Cassazione.
«Ci pare evidente che l’azienda abbia deciso di dichiarare guerra al dipendente che, guarda caso, è anche l’unico rappresentante sindacale presente in azienda – afferma Chierici –. Inoltre, la decisione aziendale è arrivata dopo che si è ripreso a fare assemblee sindacali in azienda. Ora ci chiediamo se sia un modo serio di fare impresa quello di un’azienda che spende decine di migliaia di euro, tra spese legali e risarcimenti, per “eliminare” un lavoratore che ha utilizzato quattro giornate di permesso 104. A noi sembra un accanimento ingiustificato e un modo per ribadire che chi lavora non può permettersi di esercitare i propri diritti». —
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