Quattro lauree speciali per giovani reggiani con disturbi cognitivi
Sono i ragazzi che hanno seguito il progetto di Università21 Il percorso con gli educatori li ha preparati agli esami
reggio emilia. A ogni sessione di laurea, le città sedi di un’università – e quindi anche Reggio Emilia – si riempiono di giovani con un serto d’alloro in testa, con i libri in mano, circondati dagli amici che festeggiano con un calice in mano la sospirata fine del percorso di studi. Sabato prossimo – 19 giugno – ci saranno anche quattro laureati speciali: Nicola Servillo, Mikkel Mathiesen, Stefano Lombardi ed Edoardo Bigi. Sono i quattro giovani che hanno completato il percorso di studi a Reggio attraverso il progetto dell’Associazione “Università21”. Si tratta di una associazione che ha come scopo il permettere un percorso universitario a studenti con disabilità cognitive o comportamentali che non sono in possesso di un diploma di maturità. Tutto questo è possibile grazie all’affiancamento di educatori specializzati. Il progetto è iniziato nel 2015 con una convenzione con Università di Modena e Reggio, Comune e Ausl.
Vengono inseriti giovani con disabilità intellettive e a distanza di sei anni si contano 17 ragazzi nel corso di laurea in Scienze dell’Educazione e Scienze della Comunicazione; da questo anno anche a Modena nel corso di Storia e Culture Contemporanee.
Il progetto offre, in un’ottica inclusiva, la possibilità ai ragazzi di vivere appieno gli spazi universitari e la vita da studente attraverso la frequenza alle lezioni, lo studio e la preparazione agli esami. Favorisce inoltre esperienze che incentivino un percorso di crescita verso l’età adulta, un ventaglio di opportunità che permetta di sperimentare le proprie competenze e potenzialità verso la formazione e la scoperta del proprio sé. Infine costruisce un percorso che incoraggi l’acquisizione di autonomie, favorendo azioni e comportamenti che si attivano nei vari ambiti della vita adulta e a conclusione del percorso universitario. Partendo dunque dalla didattica, mira a stimolare cognitivamente i ragazzi, restituendo loro autodeterminazione e senso di responsabilità, e l’ambiente universitario diviene così parte integrante del progetto di vita della persona. L’Università ha condiviso questo obiettivo accogliendo il progetto, diventando un luogo che nella quotidianità permette agli studenti di sentirsi parte integrante di una comunità, in sostanza di accedere a uno spazio che altrimenti sarebbe loro negato.
Sabato in viale Allegri al termine del percorso triennale sarà rilasciato un “Attestato di frequenza” che non ha valore legale ai fini della carriera accademica o professionale ma ha un grandissimo valore formativo e sociale. Sarà presente, oltre ai relatori professori Maristella Scorza, Fulvio De Giorgi, Matteo Muratori e Nicola Barbieri, il sindaco Luca Vecchi. —
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