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Rapina alla Bpm: sequestrati sette dipendenti e un cliente

M.P.
Rapina alla Bpm: sequestrati sette dipendenti e un cliente

In tre col volto coperto, uno armato di cutter, hanno fatto irruzione alle 13.10 Hanno forzato il bancomat e sono fuggiti con diverse decine di migliaia di euro

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REGGIOLO. Tre rapinatori, travisati in volto con mascherina e berretto, hanno assaltato la Banca Popolare di Milano, ex Banco di San Giminiano e San Prospero, di via Matteotti, nel cuore di Reggiolo.

I malviventi sono passati all'azione poco prima dell’orario della pausa per il pranzo. All’interno della filiale, al momento dell'incursione dei rapinatori, verso le 13.10, c’erano sette dipendenti e un cliente che, sotto la minaccia di un taglierino, non prima di aver consegnato i cellulari, sono stati invitati ad entrare in bagno.

Nessuno di loro ha subito maltrattamenti o violenze. E mentre un rapinatore controllava che non arrivassero altre persone in banca, i due complici hanno svuotato la colonnina bancomat che era stata caricata da poco in vista del fine settimana. Il bottino, in corso di quantificazione, è di alcune decine di migliaia di euro.

Le casse sono regolate a tempo e quindi per i rapinatori l’unica possibilità di mettere le mani sul denaro contante era la colonnina Atm. Presi i soldi, i rapinatori sono fuggiti probabilmente a piedi, dato che via Matteotti era chiusa in entrata e in uscita perché ieri era giorno di mercato. Come via di fuga potrebbero aver utilizzato vicolo Pasubio, che si affaccia su via Matteotti ma che porta su via Italia, al di fuori del centro storico. Un'altra possibile via di fuga è quella di via Piave, che si collega con piazza Martiri o via Vittorio Veneto, che porta alla chiesa e poi su via Marconi. Sicuramente ad attendere i tre col bottino c’era un quarto complice a bordo di un’auto rubata, abbandonata poco lontano, per salire su un’altra “pulita”.

Una volta che i dipendenti sono riusciti a liberarsi, hanno subito dato l’allarme al 112. Sul posto sono arrivate tre pattuglie dei carabinieri del nucleo radiomobile di Guastalla, Reggiolo e Gualtieri. I militari dell’Arma hanno ascoltato le testimonianze dei dipendenti e del cliente per sapere se i tre rapinatori parlavano con un accento particolare, se fossero stati notati braccialetti, tatuaggi o segni particolari.

I carabinieri hanno poi visionato le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della banca. Subito dopo la rapina si è scatenata una vera e propria caccia ai rapinatori che è stata estesa alle province limitrofe di Mantova e Modena. Al momento però non ci sono tracce della banda.

Erano ormai diversi anni che a Reggiolo non avveniva una rapina in banca. Nel 2008 due malviventi con accento veneto e volto travisato da sciarpa e cappellino, di cui uno armato di cutter, riuscirono a raccogliere un bottino di circa 30.000 euro ai danni della Banca Bipop Carire di via Matteotti. Preso il denaro, i due fuggirono a bordo di una Fiat Punto risultata rubata poco prima a Reggiolo e trovata in via Togliatti dopo il colpo. —

M.P.

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