«Sale operatorie chiuse nei primi 22 giorni del mese di agosto»
Elena Diacci: «Presidio ospedaliero da difendere con forza» Avviati i lavori per l’ampliamento del Pronto soccorso
SCANDIANO. Il comparto operatorio dell’ospedale Magati di Scandiano rimarrà chiuso per tre settimane ad agosto. «È una scelta folle».
Non usa giri di parole Elena Diacci, presidente del circolo scandianese di Fratelli d’Italia, nel commentare la riorganizzazione estiva dell’ospedale Magati, che come gli altri presidi provinciali nei mesi estivi vedrà una parziale riduzione delle attività per consentire la gestione delle ferie e del riposo del personale. Un tema reso ancora più complesso dall’emergenza pandemica e particolarmente delicato a Scandiano, dove i timori su un progressivo calo dei servizi dell’ospedale sono molto forti.
Dall’inizio dell’allerta Covid il punto nascite e il pronto soccorso scandianesi sono stati chiusi. Al pronto soccorso sono iniziati in primavera i lavori di ampliamento che permetteranno una riapertura compatibile con le nuove esigenze, mentre il destino del punto nascite potrebbe essere maggiormente in discussione: negli ultimi anni era rimasto in funzione con una media di circa cinquecento nascite annue, ovvero la soglia minima richiesta dal ministero per garantire le aperture dei punti nascite in deroga.
La sospensione degli interventi ad agosto non è di per sé una novità: l’Ausl ogni anno programma una turnazione degli ospedali nei mesi in cui il personale utilizza buona parte delle proprie ferie.
Elena Diacci contesta la scelta in un anno in cui molte operazioni sono state rimandate proprio a causa della pandemia. «Abbiamo appreso l’incredibile scelta dell’Ausl reggiana; le prime tre settimane di agosto verranno chiuse le sale operatorie, e l’innumerevole quantità di interventi rimasti in attesa a causa emergenza pandemica Covid-19 dovranno nuovamente attendere. Per noi questo presidio ospedaliero è da difendere con ogni forza, oltre al giusto intervento di ristrutturazione del Pronto soccorso», sottolinea auspicando un cambio di rotta.
«Ci auguriamo che la decisione di chiudere il comparto chirurgico venga modificata, così come riteniamo che la sanità provinciale debba promuovere gli ospedali della periferia rivelandosi utili in questo anno e mezzo di pandemia», prosegue Elena Diacci.
Il discorso si allarga anche al reparto riservato alla natalità: «Riteniamo, così come anticipato dal presidente regionale Bonaccini, che venga ripristinato entro l’autunno anche il punto nascite che molti elogi ha raccolto negli anni scorsi». —
Adr.Ar.
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