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Più di metà dei reggiani ha ricevuto una dose di vaccino anti-Covid

Tra gli over 80 raggiunta la copertura record del 94,7% Dal 16 giugno agende aperte per tutte le fasce d’età  

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REGGIO EMILIA. In sei mesi, giorno più giorno meno, a Reggio Emilia sono stati somministrati circa 354mila vaccini, di cui 119mila seconde dosi. Più della metà della popolazione reggiana, che conta 451.280 persone, ha ricevuto, quindi, almeno una dose di vaccino anti-Covid.

I numeri – aggiornati a questa settimana – dimostrano che l’immunità di gregge a cui si aspira dall’inizio della campagna vaccinale è ormai molto vicina: si stima infatti che per raggiungere l’immunità di comunità debba essere vaccinato almeno, all’incirca, il 70% della popolazione, e noi siamo sopra il 52%. Questa percentuale, tra l’altro, è stata raggiunta senza dimenticare la prima priorità: mettere in sicurezza tutte le persone ultrasessantenni e i pazienti cosiddetti “fragili”, per ridurre l’ospedalizzazione e la mortalità. Lo confermano i numeri: su 40.520 ultraottantenni residenti nella nostra provincia, la percentuale dei vaccinati raggiunge la quota record del 94,70%. Copertura estremamente soddisfacente anche per le fasce d’età leggermente più giovani, quella che comprende i cittadini tra i 75 e i 79 anni (91% di vaccinati) e quella che comprende i cittadini tra i 70 e i 74 anni (88,9%).

Anche i cittadini di età compresa tra i 65 e i 69 anni, che inizialmente avevano “disertato” gli appuntamenti vaccinali spingendo l’Ausl a fare più di un appello sull’efficacia e sull’importanza della vaccinazione, hanno raggiunto buoni risultati con un 84,80% di vaccinati.

Via via che si procede verso le fasce più giovani la percentuale di chi ha ricevuto almeno una dose di vaccino cala, ma questo è normale: dopo aver vaccinato i grandi anziani, le persone vulnerabili e i loro conviventi e caregiver, la campagna è andata avanti per classi d’età, aprendo di volta in volta la possibilità di prenotare il proprio appuntamento vaccinale. L’ultima ad aver avuto accesso alla vaccinazione è stata quella dei 40-49enni dove i vaccinati sono fermi al 29%.

Da inizio mese, invece, a giorni alterni sono state aperte le agende per i giovanissimi (fascia d’età 12-19 anni), i 35enni (per la precisione chi ha tra i 35 e 39 anni), i trentenni (precisamente chi ha tra i 30 e i 34 anni). Le percentuali di vaccinati in queste categorie sono ancora basse (5,7% nella fascia d’età dei 12-19enni, 26,3% nella fascia 35-39 anni e 26,2% nella fascia 30-34 anni) ma il dato non potrà che aumentare: dopo l’apertura delle prenotazioni per la propria classe d’età, infatti, rimane sempre la possibilità di prenotare un appuntamento vaccinale. Domani e martedì potranno iniziare a prenotare i cittadini che hanno tra i 25 e i 29 anni, mentre da mercoledì si apriranno le agende per chi ha tra i 20 e i 24 anni. La percentuale di vaccinati in queste fasce si spiega considerando i casi vulnerabili ma anche insegnanti, personale sanitario, forze dell’ordine o le altre categorie ritenute prioritarie e dunque vaccinate nelle fasi iniziali della campagna. —

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