Anche il Panathlon sostiene “Una handbike per volare”
Il club reggiano consegna un assegno alla campionessa Natalia Beliaeva All’incontro presentati due nuovi soci: l’avvocato Cataliotti e il medico Citarella
Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA. Il Panathlon di Reggio ha aderito alla raccolta fondi “Una handbike per volare”, lanciata dalla società Asd Cooperatori in occasione della prima tappa del Giro d’Italia di Handbike, che si è svolta a Reggio il 6 giugno. L’obiettivo dell’iniziativa, aperta tutti, è raccogliere la somma necessaria per dotare la campionessa reggiana Natalia Beliaeva di un mezzo più leggero, performante e adatto alle sue necessità per continuare a gareggiare e a vincere, come ha fatto in occasione della prima tappa del Giro, quando ha conquistato la maglia rosa nella sua categoria. E se i fondi raccolti saranno sufficienti, la parte restante sarà utilizzata per acquistare altre biciclette da mettere a disposizione di tutti gli atleti disabili che frequentano la scuola di handbike creata dalla Asd Cooperatori di Reggio.
La consegna del contributo da parte del presidente del Panathlon International di Reggio, Enrico Prandi, che ha invitato anche altri soci ad aderire alla raccolta fondi, è avvenuta giovedì 10 in occasione del conviviale che si è svolto al Golf club Matilde di Canossa. Un incontro informale, tra sportivi, al quale ha partecipato anche il questore di Reggio, Giuseppe Ferrari, accompagnato dalla moglie, dal presidente della Fondazione dello Sport Mauro Rozzi e dal delegato provinciale Coni Ivano Prandi e di numerose altre personalità. Nel corso della serata, che ha visto protagonisti i due atleti reggiani Natalia Beliaeva e Claudio Sorvillo e i dirigenti della Asd Cooperatori, sono stati presentati anche due nuovi soci che vanno a ingrossare le fila del Panathlon reggiano. Si tratta dell’avvocato Liborio Cataliotti, professore a contratto di Diritto Penale alla Scuola di specializzazione dell’Università di Parma e avvocato cassazionista e, come ha tenuto a sottolineare, «con un passato nelle giovanili della Reggiana, di cui vado molto orgoglioso» e del dottor Roberto Citarella, direttore sanitario del Centro medico Reggiano (Ctr) e coordinatore dell’Area medica degli atleti delle Nazionali Iuta (affiliata alla Fidal) di ultra maratona nelle specialità, 24h e 100 km.
Natalia Beliaeva ha raccontato la propria storia e i propri sogni, che anche il grave incidente automobilistico subito nel 2007 non ha infranto: l’ha solo costretta a rimodulare e ripensare la propria vita. Tra filmati sulla handbike e sulla tappa del Giro d’Italia del 6 giugno scorso nella nostra città – compreso il sorvolo di Reggio da parte dei piloti della Top Gun Fly School (la scuola di Volo di Reggio) meglio conosciuti come le “Freccette Tricolori” – Natalia, nata in Siberia e cittadina italiana, residente a Scandiano, ha raccontato la sua vita.
A partire dalla sua passione per la ginnastica ritmica, praticata fin dall’età di 6 anni e per la danza classica popolare russa che l’hanno portata in giro per il mondo e ad approdare per amore nella nostra provincia. Nel 2007 l’incidente, che le ha provocato una gravissima lesione midollare e resa tetraplegica.
Dopo un lungo e difficile percorso di riabilitazione, la volontà di reagire «l’ho trovata nella voglia di riabbracciare e accudire i miei due figli». Si è avvicinata all’handbike grazie alla Cooperatori, che si allena sulla pista Giannetto Cimurri al Campovolo. Ma l’inizio non è stato facile, con Natalia che ha ricordato come «la prima bici utilizzata non fosse adatta agli atleti tetraplegici e per allenarmi dovevano legarmi le mani con il nastro adesivo al manubrio e non potevo né cambiare né frenare». Difficoltà che non fermano Natalia e i dirigenti della Cooperatori che modificano l’handbike. Ma ancora oggi è obbligata a cambiare rapporti con il mento e a gareggiare con un mezzo più pesante rispetto alle avversare. Nonostante ciò, nel 2018 partecipa al campionato italiano e al Giro d’Italia handbike conquistando la maglia rosa. Un traguardo, sottolineano i dirigenti dell’Asd Cooperatori, «che scatena ancora di più il suo entusiasmo e la voglia di gareggiare». Da qui la decisione della società di promuovere la raccolta fondi, proprio per consentire a Natalia di continuare a sognare e disporre di una “handbike per volare” e permettere agli altri atleti di lasciarsi contagiare dal suo entusiasmo. —
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