«Il problema ora per tanti ristoratori è recuperare la forza lavoro»
Simone Gazzotti, proprietario della Saraghina, ha fatto una scelta diversa: «Avevo 7 dipendenti prima del Covid e 7 sono rimasti»
REGGIO EMILIA. Il 26 aprile scorso era stato il giorno della riapertura dei ristoranti, ma con tanti “se” e ancora più “ma”. Apertura sì, ma solo all’aperto e fino alle 22. Con i ristoratori che si chiedevano, considerando anche la settimana di pioggia prevista dal meteo, se avesse più senso aprire o attendere albe migliori. Poi piccoli passi avanti, diversi step, aggiustamenti vari.
Ma da oggi, l’ingresso in zona bianca è davvero una sorta di “liberi tutti”: stop al coprifuoco e nessuna limitazione del numero di clienti seduti ai tavoli all’esterno fanno finalmente respirare gli addetti ai lavori. Anche se non mancano gli strascichi lasciati dai vari lockdown che hanno rivoltato come calzini tutti i settori commerciali. E la ristorazione non è stata risparmiata, come conferma Simone Gazzotti, proprietario della Saraghina e associato a Ristoratori Reggiani.
«Il boom di presenze, peraltro prevedibile che si è registrato in queste settimane – spiega Gazzotti – sta mettendo in difficoltà un settore che ora, dopo le chiusure forzate, fa fatica a reperire forza lavoro. Sì, oggi il vero problema è trovare personale, formato e qualificato, in grado di reggere l’onda d’urto». Perché che si parli di camerieri o altro, «oggi – dice Gazzotti – il settore della ristorazione mostra tutta la sua debolezza. Già dal punto di vista contrattuale gli operatori del settore sono tra i più svantaggiati. Ora, con il Covid, le chiusure, la cassa integrazione, in tanti hanno capito che la ristorazione non ti garantisce la necessaria sicurezza economica. Quindi in tanti, rimasti a piedi, si sono trovati un’altra occupazione. E il personale perso non si recupera». Un problema che Simone Gazzotti non ha: «Io avevo sette dipendenti e sette sono rimasti – precisa – perché anche durante la chiusura ho fatto una scelta diversa. È stata dura mettere insieme negli anni uno staff affidabile e qualificato e ho deciso di tenermelo. A mio parere il capitale umano è la risorsa più importante. E se viene a mancare la qualità, il cliente se ne accorge».
Quanto all’ingresso in zona bianca, le nuove regole non potranno che favorire il lavoro dei ristoratori: «L’assenza del coprifuoco ci farà lavorare in maniera più rilassata così come la possibilità di avere allo stesso tavolo un numero non più contingentato di persone». —
C.C.
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