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Resta grave il 28enne salvato nell’Enza «Il fiume è infido Appello ai cittadini»

C.O.
Resta grave il 28enne salvato nell’Enza «Il fiume è infido Appello ai cittadini»

L’invito del sindaco Palù al buon senso e alla cautela «Impossibile sorvegliare un divieto di balneazione»

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san polo. «Il fiume, l’Enza in particolare, è pieno di buche e di vortici: è sempre pericoloso. Non bisogna mai nuotarci».

Il sindaco di San Polo, Franco Palù, è ancora scosso dopo che domenica un 28enne di nazionalità pakistana ha rischiato di annegare facendo il bagno nel torrente, nei pressi del ponte. Trasportato in elisoccorso all’ospedale Maggiore di Parma, è ancora ricoverato nel reparto di Rianimazione: le sue condizioni sono molto gravi, resta in pericolo di vita.

«La questione – prosegue il primo cittadino – è seria. Lungo i nostri fiumi non esiste il divieto di balneazione, la Regione non l’ha istituito, quindi in teoria è possibile immergersi. Ma per la conformazione carsica dell’Enza, per cui il fiume crea doline profonde (conche dove l’acqua scorre veloce, ndr), pieno di correnti improvvise e forti, è assolutamente rischioso tentare di nuotare. È una questione di buonsenso che io invito i cittadini ad avere».

In assenza di divieti espliciti di balneazione, il Comune potrebbe decidere in autonomia di istituire un divieto attraverso un’ordinanza. «Passo che non voglio fare – prosegue Palù – semplicemente perché non avrei modo di farlo rispettare. Solo nel territorio di San Polo le rive del fiume sono lunghe una decina di chilometri: né la polizia locale né i carabinieri hanno le forze per poter garantire una sorveglianza effettiva dei week end». Quindi l’appello è al «buon senso di ciascuno per evitare di mettersi inutilmente pericolo».

Il ragazzo che domenica è stata ripescato da due bagnati moldavi, si è tuffato dalle rocce di fianco al ponte pur non sapendo nuotare, evidentemente convito che in quel punto l’acqua fosse bassa. Non era così. Forse ha avuto un malore per le temperatura ancora fredda, forse ha bevuto. Sia come sia, in pochi minuti ha perso conoscenza e uno dei suoi amici ha visto il corpo galleggiare sul pelo dell’acqua, la testa immersa, e una manciata di secondi dopo sprofondare come un sasso.

In quel momento è scattato l’allarme. Solo grazie alla presenza in acqua di due moldavi il giovane, a fatica, è stato ripescato e trasportato a riva dove sono iniziate le manovre di rianimazione. Dopo qualche minuto ha ripreso a respirare.

«Quel tratto di riva è diventato negli anni il nostro piccolo mare casalingo dove i sanpaolesi e non solo, trascorrono le domeniche di gran caldo – conclude il sindaco di San Polo – ma bisogna usare l’accortezza di restare dove l’acqua non è più alta di cinquanta centimetri altrimenti i rischi sono alti». —

C.O.

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