Anche l’esame tossicologico sulla salma del killer di Ardea
Donatella Di Nitto
ARDEA (RM). È stata completata nel tardo pomeriggio di ieri l’autopsia dei due fratelli di Ardea, David e Daniel Fusinato, 5 e 10 anni, e Salvatore Ranieri, 47 anni. All’istituto di medicina generale del policlinico Tor Vergata a Roma – che ieri ha ricevuto l’incarico dalla Procura di Velletri – si passerà poi domani ad esaminare la salma di Andrea Pignani, l’omicida-suicida che domenica ha rotto la tranquillità del consorzio di Colle Romito, alle porte di Roma. Per il 35enne è stato anche richiesto l’esame tossicologico.
L’esito dell’indagine dei medici legali si avrà tra 60 giorni, intanto per le vittime si pensa ai funerale che si dovrebbe tenere tra domani e venerdì, a Ostia, quando i corpi saranno restituiti alle famiglie.
Prosegue il lavoro degli inquirenti per chiarire tutti quei lati oscuri che questa tragica vicenda porta con sé. Sempre ieri sono stati sequestrati il pc e il cellulare di Pignani, quello che si vuole stabilire è se nella memoria digitale possa emergere qualcosa che lasciasse presagire la volontà dell’uomo di abbandonarsi a un gesto così drammatico.
Per ora l’ex ingegnere informatico resta un’ombra tutta da capire. Chiuso perennemente nella sua stanza, con contatti con l’esterno quasi nulli, Pignani sui social si faceva chiamare Mr Hyde come l’alter ego malvagio del dottor Jekyll. Due mesi fa l’addio anche da parte della sua fidanzata.
Quello che resta agli atti è che Pignani domenica mattina è uscito di casa con felpa, zainetto e guanti, tenendo in pugno la pistola con cui poi ha ucciso i due fratellini Fusinato e Salvatore Ranieri.
I carabinieri proseguono le loro indagini anche per capire dove l’arma del delitto, una Beretta modello 81 calibro 7,65, sia stata nascosta e se qualcuno sapesse senza denunciarne la detenzione abusiva.
Anche circa la salute dell’assassino, che poi si è suicidato in casa dopo che le forze dell’ordine vi hanno fatto irruzione, sembra ormai chiaro che il giovane non fosse seguito con cure appropriate. Dopo aver minacciato la madre nel 2020, Pignani fu portato all’ospedale di Ariccia dal quale fu dimesso, dopo un consulto psichiatrico, la mattina successiva con diagnosi di “stato di agitazione - paziente urgente differibile che necessita di trattamento non immediato”.
In sostanza dopo il fatto gli fu consigliato e non imposto di rivolgersi a un centro di igiene mentale, a cui lui non si rivolse mai. —
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