Il ministro sprona gli studenti «Non sarete “quelli del Covid”»
Maria Elena Ribezzo
Roma. Da ieri mattina oltre mezzo milione di studenti è chiamato a confrontarsi con l’esame di maturità. Una prova diversa dal solito, come lo scorso anno senza l’ostacolo degli scritti, con un orale che coinvolge tutte le materie e un elaborato scritto multidisciplinare. Guai a definirlo un «esamino», mette in guardia il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che rivolgendosi ai ragazzi torna a sottolineare: «Non verrete bollati come quelli del Covid».
Date le restrizioni, gli orali proseguiranno per le prossime settimane. Ogni giorno, le commissioni potranno interrogare al massimo cinque studenti, tutti tenuti a indossare la mascherina e a portare l’autocertificazione anti-Covid. Quest’anno, a differenza dello scorso, è possibile bocciare. Ma dopo gli scrutini finali al colloquio sono stati ammessi quasi tutti, il 96,2 per cento dei candidati.
Anche quest’anno, gli studenti hanno lavorato con lo spettro del virus, distanza, mascherine, igiene, e tanta didattica a distanza. Un elemento che non ha aiutato i ragazzi e ne ha fatti allontanare molti dalla scuola, aumentando la dispersione.
Il governo ora lavora a pieno ritmo per evitare di piegare sulla didattica a distanza anche a settembre. Per questo, garantisce il ministro, «migliaia di persone stanno lavorando» per tornare in presenza, ma «una presenza diversa, più inclusiva del passato, che sappia usare tutti gli strumenti».
Sono i vaccini l’arma per il ritorno alla normalità. Larga parte del personale è già immunizzato e si continua a gran ritmo «convinti che questa sia la via per un rientro in piena sicurezza». Se la situazione epidemiologica migliorerà e la campagna continuerà così, assicura Bianchi, »andremo anche oltre le mascherine». —
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