In centro armati di coltelli e pistola La polizia blocca una baby gang
Un minorenne e tre ragazzi di 18, 19 e 20 anni avevano anche un manganello e un passamontagna
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. Si accampavano in centro storico armati fino ai denti (coltelli, passamontagna e perfino un manganello telescopico), non si sa ancora bene con quale obiettivo: quando i poliziotti hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione di uno dei giovanissimi, oltre alla droga è saltata fuori perfino una pistola giocattolo.
È inquietante la scoperta effettuata dalla polizia di Stato a carico di criminali in erba: quattro ragazzi – un albanese di 19 anni, due italiani di 18 anni e 20 anni, un minorenne –, già finiti nel mirino della questura di Reggio nell’ambito del progetto sulla devianza e delinquenza minorile, sono stati denunciati per il reato di porto abusivo di oggetti atti a offendere.
Ma la Squadra Mobile approfondirà il caso, nel timore che quell’armamentario sia stato utilizzato per commettere rapine a coetanei o altre malefatte.
Il progetto era stato presentato il 9 dicembre scorso dal questore Giuseppe Ferrari che, di fronte alle problematiche di giovanissimi allo sbando, acutizzate dal lockdown, ha avviato un progetto di contrasto “corale” per tenere sotto controllo le baby gang ed evitare che i bulli di oggi si trasformino nei malviventi di domani.
Perciò la questura di Reggio Emilia ha attivato un tavolo interistituzionale e coinvolto genitori, istituti superiori e Servizi del Comune in chiave preventiva, eseguendo una mappatura dei luoghi di ritrovo di alcuni giovani che sono soliti arrecare disturbo nella zona del quadrilatero: via Secchi, via Roma, via Filippo Re, via Nobili.
Nei mesi scorsi i residenti di quest’area e le associazioni di quartiere hanno allertato più volte la centrale operativa del 113 per segnalare un gruppo di ragazzi responsabili di bivacchi, schiamazzi notturni e atteggiamenti molesti nei confronti di altri giovani e dei passanti in genere.
Tali segnalazioni, incrociate con la conoscenza del territorio degli agenti che pattugliano in modo particolare le vie adiacenti al teatro Valli, hanno consentito di ottenere informazioni aggiuntive e di monitorare i minori o neomaggiorenni più a rischio.
In seguito all’ennesima segnalazione, martedì scorso una pattuglia delle Volanti è intervenuta in via Secchi, dove gli agenti hanno riconosciuto quattro giovanissimi già tenuti d’occhio nell’ambito del progetto.
Il gruppo, alla vista dei poliziotti, ha mostrato nervosismo, tanto da indurre gli agenti ad approfondire con una perquisizione personale: i quattro avevano addosso un coltello a serramanico con lama di acciaio lunga 9.5 centimetri e un manico di 11; un manganello telescopico (cioè estraibile, uno sfollagente simile a quelli in uso alle forze dell’ordine) che aperto arriva alla lunghezza di 63,5 centimetri; sette involucri in plastica trasparente contenenti marijuana; e, ancor più preoccupante, un passamontagna di colore nero, non certo un indumento adatto alle temperature estive ma che, molto più probabilmente, doveva essere utilizzato per compiere rapine.
Visto lo “spessore” del materiale, che è stato sequestrato, i poliziotti hanno proseguito con una perquisizione a casa del 19enne albanese. Quest’ultimo si è mostrato poco collaborativo e particolarmente agitato nel momento in cui gli agenti gli hanno chiesto di mostrare cosa ci fosse nell’armadio della sua camera da letto: il motivo dell’agitazione è stato svelato quando i poliziotti hanno aperto una scatola da scarpe, contenente una pistola finta priva del tappo rosso, diversi grammi di marijuana e un portafoglio contenente documenti di un minorenne sconosciuto (una denuncia in tal senso non risulta, impossibile risalire al titolare a meno che quest’ultimo non si faccia avanti). Risultati preoccupanti, che inducono a ipotizzare che la gang si sia resa responsabile di reati. Su questa ipotesi investigativa indagherà la Squadra Mobile. —
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