Oltre 3.200 firme contro le aperture domenicali e festive
Oggi un presidio della Filcams Cgil davanti alla Prefettura «È ora di abbandonare il sistema imposto da Monti»
REGGIO EMILIA. Un totale pari a tremiladuecentosessantuno. È questo il consistente numero delle firme raccolte dalla Filcams Cgil di Reggio Emilia per chiedere ufficialmente l’istituzione di un tavolo locale provinciale che affronti il tema delle aperture commerciali domenicali e nelle giornate festive.
Le firme erano state raccolte nei mesi antecedenti allo scoppio della pandemia da Covid e dei relativi lockdown, che hanno stravolto con le normative straordinarie anticontagio il sistema di aperture e chiusure per tutti i punti vendita. Ma la battaglia dei lavoratori non si è mai arrestata. E le firme raccolte prima del lockdown saranno consegnate oggi al prefetto, Iolanda Rolli, e al Presidente della Provincia, Giorgio Zanni.
La consegna avverrà a cura da una delegazione della Filcams provinciale, mentre contemporaneamente in corso Garibaldi si terrà anche un presidi dei lavoratori. Il presidio è in programma questa mattina dalle 10 alle 12.
Quello del bisogno di regolamentazione delle aperture, vista la quasi totale deregolamentazione del tema e la quasi totale libertà imprenditoriale in questo senso, è un argomento fortemente sentito da lavoratori e lavoratrici del settore, che cerca di farsi strada sia a livello territoriale sia attraverso la richiesta di modifica della legge a livello nazionale.
«Crediamo sia ormai tempo che si abbandoni l’attuale sistema imposto dal Decreto Salva Italia voluto da Monti – sottolinea Luca Chierici, segretario Filcams Cgil Reggio Emilia – per mettere in campo un insieme di norme che consentano di tenere insieme le esigenze dei consumatori e quelle degli addetti del settore perché possano anch’essi riappropriarsi dei propri tempi di vita». —
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