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Palpeggia una giovane poi fugge deridendola. Condannato 40enne

Tiziano Soresina
Palpeggia una giovane poi fugge deridendola. Condannato 40enne

Reggio Emilia, tornata in zona con la sorella, rivede l’uomo e lo fotografa. La difesa: «Lo schiaffo sulla natica non è un atto sessuale»

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REGGIO EMILIA. Prima le ha assestato da dietro «uno schiaffo sulla natica», poi l’ha derisa perché lei arrabbiatissima per quel gesto subìto non riusciva a raggiungerlo visto che lui era in bicicletta e lei a piedi. É quanto accaduto la mattina del 18 settembre di due anni fa lungo la via Emilia – all’altezza dell’ex ospedale psichiatrico – come ricostruito in udienza dalla vittima (al tempo 29enne) e dalla sorella che hanno confermato quanto riportato dalla polizia alla luce della denuncia presentata.

E soprattutto le due sorelle hanno riconosciuto, fra le foto mostrate dal pm Iacopo Berardi, l’imputato, cioè il quarantenne Luca Salvatore Papaleo. Un palpeggiatore che non ha fatto nulla per non essere individuato, dato che non solo era vestito in modo sgargiante, ma era pure rimasto in zona a girare in bicicletta, finendo per essere visto dalle due sorelle che, insieme, hanno poi rifatto quel tragitto ma in auto. Come raccontato in aula, la 29enne dopo il fatto aveva telefonato fra le lacrime alla sorella insegnante che nel pomeriggio l’aveva riaccompagnata a casa: «Ero troppo impaurita per rifare la stessa strada a piedi».

E passando dal luogo del palpeggiamento hanno visto Papaleo intento ad armeggiare sulla sua bicicletta: lo fotografano e contemporaneamente chiamano la polizia che piomba sul posto. Esaurite le testimonianze, il pm Berardi ha chiesto il minimo della pena per l’atto sessuale contestato al quarantenne. Mentre l’avvocatessa Cecilia Soliani – nominata difensore d’ufficio in udienza – ha affrontato la questione sul piano giuridico, rimarcando che la vittima ha inquadrato nella sua deposizione quel gesto non come un atto sessuale, ma come uno schiaffo. Quindi il difensore si chiede in arringa «se uno schiaffo, sebbene su una zona erogena come può essere una natica, si possa definire un atto sessuale».

Per la difesa uno schiaffo è una cosa diversa da un palpeggiamento, da qui la richiesta d’assoluzione per l’imputato. Dopo mezz’ora di camera di consiglio la Corte – presieduta da Simone Medioli Devoto – ha condannato Papaleo ad 1 anno e 4 mesi di reclusione, con la concessione delle attenuanti generiche.

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