Gazzetta di Reggio

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L’EX MOGLIE 

«Non meritavi tutto ciò Veglia su tua figlia»

Am.P.
«Non meritavi tutto ciò Veglia su tua figlia»

Con un post su Facebook la 43enne ricorda la vittima La donna, contattata, deve restare a disposizione dell’Arma

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REGGIO EMILIA. «Ciao Daniele ci siamo odiati, hai sbagliato nella vita, ma non meritavi questa fine. Che dirti: riposa in pace e veglia su tua figlia».

Con questo post su Facebook l’ex moglie di Aniello Iazzetta, una donna di origini pugliesi di 43 anni, ha voluto ricordare il padre di sua figlia. Ex moglie che nell’immediatezza dei fatti è stata contattata via telefono dai carabinieri, che ieri si sono riservati di convocarla come persona informata dei fatti: alla donna è stato raccomandato di restare a disposizione per approfondire determinate questioni, legate soprattutto all’attuale rete di conoscenze della vittima, nonostante il divorzio alquanto combattuto abbia comportato l’interruzione del dialogo tra la coppia, con l’ex marito rimasto sempre più solo nella sua casa di via Stalingrado 3, dove è stato ammazzato.

La donna e Aniello Iazzetta – nato ad Afragola, in provincia di Napoli, l’11 gennaio 1970, e residente a Reggio da una ventina d’anni – si sono sposati il 26 agosto 2004, come risulta dalle pubblicazioni del Comune di Reggio Emilia.

Dal matrimonio è nata una figlia, ma il ménage familiare si è rivelato ben presto problematico tra difficoltà economiche, una quotidianità di sussistenza e uno scivolare sempre più, da parte del marito, nel vortice dell’alcolismo. Una situazione insostenibile per la consorte, che ha avviato le pratiche per il divorzio sancito tra il 2018 e il 2019.

La fine dell’unione non ha però interrotto le vicissitudini legali per gli ex coniugi, protagonisti di una vicenda definita “delicatissima” con in mezzo una minore. Iazzetta formalmente non era seguito seguito dai servizi sociali di Reggio Emilia, però era conosciuto da anni per la condizione disagiata e di povertà morale e materiale del nucleo familiare. Così come la vittima era nota alle forze dell’ordine per episodi di ubriachezza molesta, risse e ipotesi di reato ben più gravi.

Gli assistenti sociali hanno tentato in tutti i modi di costruire con lui un percorso di recupero, tentando di “agganciarlo” e di instaurare un rapporto; ma il 51enne ha sempre rifiutato l’aiuto, opponendosi a qualsivoglia soluzione prospettata. La famiglia ha avuto contatti con altri servizi, non del Comune, per altre questioni gravi. —

Am.P.

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