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Saman, il fratello conferma le accuse: "Uccisa dallo zio Danish"

Enrico Lorenzo Tidona
Saman, il fratello conferma le accuse: "Uccisa dallo zio Danish"

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REGGIO EMILIA Il delitto di Saman Abbas è stato compiuto dello zio Danish Hasnain. A confermale oggi durante l'incidente probatorio è stato il fratello 16enne della ragazza pachistana scomparsa da fine aprile dalla casa di Novellara e che secondo la procura di Reggio Emilia sarebbe stata uccisa con l'avallo dei genitori perché si era ribellata alla famiglia. Un esame durante il quale il ragazzo ha però difeso in parte i genitori, che ha sempre considerato succubi dello zio.

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TRANQUILLO E PREPARATO  Il fratello ha quindi confermanto quanto già rivelato ai carabinieri, durante un'udienza protetta avvenuta in tribunale a Reggio durata più di due ore.

Secondo quanto riportato a margine dell'esame da Lalla Gherpelli, difensore di Danish Hasnain (tutt'ora latitante) l'udienza non è stata semplice ma il testimone era molto preparato. Uno dei nodi riguardava infatti l'attendibilità del 16enne, che ha risposto a tutte le domande alla presenza di una traduttrice, dando però prova di conoscere molto bene l'italiano.

Gli avvocati dei cinque indagati per l'omicidio (madre e padre di Saman, oltre allo zio e due cugini) hanno potuto fare direttamente le domande, nessuna delle quali escluse dal giudice per l'indagine preliminare, Luca Ramponi. Il ragazzo è parso tranquillo, celato da un paravento.

Ha risposto anche alle domande sui genitori, che cerca di proteggere secondo quanto filtrato. Già nei verbali di sommarie informazioni aveva infatti incolpato dell'omicidio lo zio Danish, affermando che i genitori ne erano succubi.

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NO COMMENT DEL DIFENSORE «È un'indagine delicatissima. Trattandosi di un minore, le esigenze di tutela massima vanno ben oltre la difesa tecnica. Capirete il mio silenzio assoluto». Sono state le uniche parole dell'avvocato Valeria Miari che questa mattina è stata accanto al fratello di Saman Abbas, per il quale ha assunto il ruolo di difensore.

Proseguono nel frattempo le ricerche in Europa dello zio Hasnain, latitante al pari di Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, i genitori di Saman fuggiti in Pakistan. Ricerche in corso anche per il cugino Nomanulhaq Nomanhulaq, che si troverebbe a sua volta in Europa.

L'altro cugino indagato, Ikram Ijaz, è l'unico ad essere stato arrestato e ha assistito oggi all'incidente probatorio ma collegato dal carcere di Reggio Emilia.

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