Gazzetta di Reggio

Reggio

le indagini 

Aveva con sé il cellulare e le chiavi di casa della vittima

Am.P.

Il 34enne Milan Racz  è stato rintracciato grazie al segnale del telefonino  che aveva rubato a Iazzetta 

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REGGIO EMILIA. L’omicida – più volte segnalato sotto i portici di San Pietro mentre chiedeva l’elemosina o veniva coinvolto in qualche rissa – e la compagna sono stati rintracciati nei giardini pubblici di fronte al molo degli imbarchi della Spezia.

La coppia, che passava la notte nell’area verde in compagnia di altri senzatetto, era carica di borsoni raffazzonati contenenti i loro scarsi oggetti personali: incerta la destinazione, visto che non avevano alcun biglietto e che da lì partono navi sia dirette alle isole italiane sia verso la Corsica e la Francia. Milan Racz è stato tradito dal segnale del cellulare della vittima, che aveva con sé insieme alle chiavi di via Stalingrado.

Un uomo corpulento e violento, come dimostrano i suoi precedenti per reati di polizia contro il patrimonio e contro la persona, tra i quali anche rapine e pestaggi: è questo l’identikit dello slovacco, noto alle forze dell’ordine intervenute più volte in via Emilia San Pietro, in stazione e in centro storico. Gli stessi luoghi bazzicati dalla vittima Aniello Iazzetta.

Milan Racz era a Reggio da qualche mese: difficile ricostruire gli spostamenti in quell’ambiente di estrema marginalità e povertà sociale e culturale. Né è dato sapere se durante la brutale aggressione il 34enne fosse sotto l’influenza di alcol o droga.

Qual è stato il motivo dell’omicidio d’impeto?

Se è indubbio che in questa triste storia l’aleatorietà ha giocato un ruolo preponderante – la 42enne ha incontrato Aniello Iazzetta e l’amico per caso, su un minibus della tratta del quadrilatero, accettando l’invito a seguirli per la festicciola a domicilio –, il movente non è stato ancora chiarito in modo definitivo.

L’ipotesi degli investigatori è che la rabbia sia stata scatenata dalla gelosia, a causa della presenza della donna nella casa insieme ai due uomini.

Dopo il fattaccio, però, il 34enne ne ha approfittato per rubare alla vittima un telefonino del valore di 30 euro: una refurtiva miserevole, così come l’esistenza dei protagonisti della vicenda. Un altro aspetto da chiarire è se esista o meno un’arma del delitto.

I carabinieri ritengono che l’aggressione sia avvenuta a mani nude: Milan Racz ha sbattuto Iazzetta contro la parete del bagno con tale forza da spaccargli la testa. Su questo si attende l’esito dell’autopsia, che si svolta ieri mattina al Policlinico di Modena. —

Am.P.

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