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Estorceva soldi all’amico d’infanzia e alla sorella Arrestato 48enne

Am.P.

Minacciava le vittime millantando conoscenze nel mondo della malavita È stato colto in flagranza dagli agenti della Mobile 

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REGGIO EMILIA. Pretendeva soldi dall’amico d’infanzia e perfino dalla sorella, che dovevano mantenerlo versandogli una “paghetta” mensile che andava dai 500 euro ai duemila euro. E per essere più convincente non esitava a minacciare di pestaggi o di morte i taglieggiati, a millantare conoscenze nel mondo della malavita e a usare frasi del tenore “Vedi che arrivano gli albanesi”, alludendo a una presunta banda che lo spalleggiava. In realtà era un bluff inventato da un 48enne incensurato, insospettabile, all’apparenza senza difficoltà economiche, con un regolare lavoro e prole. Il 48enne però ha esagerato e, quando ha alzato il tiro, l’amico esasperato si è rivolto alla Squadra Mobile, che ha teso una trappola incastrando il responsabile. Arrestato in flagranza per tentata estorsione ed estorsione continuata, l’arrestato ha affrontato la convalida e resterà in carcere. I protagonisti di questa vicenda sono tutti reggiani. Il “la” all’indagine, avviata tempo fa, è stata la segnalazione di un uomo che ha additato il 48enne come un estorsore seriale: uno che chiedeva denaro a chiunque rientrasse nella sua cerchia, ricorrendo a minacce sempre più fosche. Per vincere le resistenze, agitava lo spauracchio di un’inesistente banda di criminali senza scrupoli. Nei confronti della sorella, costretta a “versare” periodicamente significative somme in contanti, il responsabile è arrivato addirittura a minacciare di morte la loro madre. Una situazione insostenibile, che ha portato a uscire allo scoperto l’amico d’infanzia. Grazie alla collaborazione di quest’ultimo gli uomini del dottor Guglielmo Battisti hanno verificato la segnalazione trovando più di un riscontro e hanno approfittato dell’ultimo appuntamento, richiesto dall’estorsore, per coglierlo sul fatto. Il 15 giugno le controparti si sono presentate all’appuntamento, in pieno giorno in una via del centro, per l’ennesima consegna di contanti. Così gli agenti sotto copertura hanno documentato la dazione di denaro per poi qualificarsi e far scattare le manette. Giovedì scorso il 48enne, difeso dall’avvocato Michele Gatti, è comparso in tribunale per l’udienza di convalida. L’arrestato si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma al momento preliminare delle generalità ha dichiarato di soffrire di un forte stato depressivo, allo stato non confermato da documentazione sanitaria. Il pm Valentina Salvi, puntando sul rischio di reiterazione del reato, ha chiesto la permanenza in carcere, sancita dal Gip Andrea Rat. —

Am.P.

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