Lo Studium Regiense “arruola” Griminelli
Il flautista firma la petizione dopo lo sfratto da San Filippo Boom di adesioni: la questione portata all’attenzione di Muti
Luciano Salsi
REGGIO EMILIA. L’obiettivo era raccogliere 500 firme entro il 19 giugno. Tre giorni fa Renato Negri, il docente del Peri-Merulo promotore dell’iniziativa, ne aveva già raccolte 742 in calce alla petizione per fare celebrare alle 6 del mattino una messa cantata e suonata nella chiesa di San Filippo.
Ha aderito anche Andrea Griminelli, dopo avere appreso con stupore e indignazione, nella sua abitazione romana, la notizia della proibizione dell’attività concertistica nel settecentesco edificio religioso. «La chiesa di San Filippo – commenta il sommo flautista – è uno dei posti di Reggio più belli e adatti all’esecuzione di musica classica, grazie anche all’acustica perfetta. Ha le caratteristiche di un vero teatro. Io stesso vi ho registrato quattro o cinque dischi. È inconcepibile che vi sia impedita un’importante attività culturale senza fini di lucro».
Hanno firmato, prima di lui, altri musicisti del calibro di Sonia Ganassi, Ottavio Dantone, Rinaldo Alessandrini e Monica Piccinini. Non è improbabile che si arrivi a mille adesioni. La petizione è stata inviata anche al maestro Riccardo Muti. Si tratta di una provocazione per fare cambiare idea all’avvocato che, lamentando il disturbo della quiete pubblica, ha fatto sospendere dal Tribunale i concerti che la Famiglia artistica reggiana organizzava nella chiesa attigua alla sua abitazione. Carlo Baldi, presidente di Far-Studium Regiense, aveva cercato invano di arrivare a un'intesa, facendo presente che l’attività musicale si svolgeva perlopiù al giovedì dalle 18 alle 20, raramente dalle 21 alle 23. La Far è stata costretta a trasferirsi nel teatro San Prospero, ma cittadini e musicisti non si rassegnano allo sfratto. Poichè la chiesa non è mai stata sconsacrata, la Diocesi avrebbe il diritto, volendo, di riattivarne la funzione liturgica anche con le messe che venivano tradizionalmente officiate sul fare dell’alba. Lo propone la petizione che sarà consegnata al vescovo.
Molti, intanto, si sono offerti di assicurare l’accompagnamento con campane, organo, altri strumenti e coro polifonico, innalzando i decibel a un livello superiore a quello dei concerti improvvidamente allontanati, in tono di sfida al condòmino, per dimostrargli di avere contro una buona parte di città, nelle sue componenti laiche e religiose, e indurlo a recedere.
Negri, però, confida che non ci sarà bisogno di una prova di forza: «Non cerchiamo lo scontro. Ci basta esercitare una pressione attraverso il movimento dell’opinione pubblica che è maturata raccogliendo i frutti di quanto è stato seminato per anni dalla politica culturale condotta in collaborazione dal Comune, dalla Diocesi, dalla Fondazione Manodori e dalla Far-Studium Regiense. Per tanti anni la chiesa di San Filippo è stata il teatro di prestigiose attività musicali. Prima della Far vi era ospitato anche il coro polifonico di Reggio Emilia diretto dal maestro Giuliano Giaroli, che si esibiva fino alle 23, ma nessuno se ne lamentava». —
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