Gazzetta di Reggio

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anziani in sicurezza 

Nelle case di riposo reggiane vaccinato il 90% del personale

J. D. P.

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REGGIO EMILIA. «Nelle case di riposo per anziani si è già vaccinato quasi il 90% del personale, che all’inizio era un po’ renitente». La direttrice generale dell’Ausl Cristina Marchesi sottolinea questo dato con favore, perché in un primo momento erano emerse delle resistenze in questo settore, dove tra l’altro bisogna fare i conti con l’elevato turn-over del personale che complica le procedure. Con il tempo, grazie a un’adeguata sensibilizzazione e al senso di responsabilità degli operatori, si è dunque arrivati a un risultato importante.

La soglia di protezione nella popolazione più fragile della nostra provincia è dunque molto alta. Tra gli over 80 i vaccinati sono il 95%. La classe tra i 60 e i 64 anni ha raggiunto quota 82%, mentre quella 65-69 è all’86%. «Abbiamo notato che gli appelli che avevamo fatto nei giorni scorsi nei confronti delle categorie che si stavano vaccinando meno hanno avuto effetto», ha commentato Cristina Marchesi.

SANITARI “NO VAX”

La direttrice generale è poi intervenuta sul personale sanitario che non si è ancora vaccinato o prenotato. I numeri sono fluidi, ma, allo stato attuale, sono circa 1.200 gli operatori sanitari che sono iscritti agli albi di Reggio Emilia che non si sono ancora vaccinati (i numeri erano superiori, ma dai primi controlli è emerso che avevano già ottemperato all’obbligo).

L’azienda sanitaria reggiana ha inviato e-mail di posta certificata per chiedere le ragioni della mancata vaccinazione. Poi, spiega la direttrice generale Cristina Marchesi, «se ci sono reali motivi per essere esentati, principalmente di salute, si valuta se i lavoratori possono essere ricollocati in ambienti non a rischio, che sono veramente pochi. E se non c’è reale necessità, questi lavoratori sono sospesi dal servizio senza stipendio almeno fino a fine anno».

CONTROLLI RIGOROSI

I problemi di salute, spiega Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero, devono essere accertati in modo rigoroso. Non basta, infatti, una prescrizione del medico di base. C’è una valutazione che può essere fatta anche da un collegio medico aziendale ed eventualmente si arriva a un giurì regionale. Insomma, non sono possibili facili scappatoie.

MILIONI DI DOSI

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, estesa anche agli under 40. In Emilia-Romagna, infatti, nei giorni scorsi si sono aperte, con finestre scaglionate, le prenotazioni per i ragazzi tra i 12 e i 19 anni, per i 30-39enni e per i 25-29enni. Da mercoledì, 16 giugno, agende aperte per i 20-24enni, con la possibilità di prenotarsi che resterà sempre aperta a partire dalla data di sblocco delle finestre, per consentire a tutti coloro che lo vorranno di ricevere il vaccino. Alle 14 di ieri sono state somministrate 3.372.872 dosi; sul totale, 1.193.396 persone che hanno completato il ciclo vaccinale. —

J. D. P.

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