Gazzetta di Reggio

Reggio

il delitto di via stalingrado 

Trovato l’asciugamano sporco di sangue usato per ripulire la scena dell’omicidio

Trovato l’asciugamano sporco di sangue usato per ripulire la scena dell’omicidio

Era nello zaino della 42enne accusata del favoreggiamento di Milan Racz. Domani l’udienza di convalida alla Spezia

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Non è ancora stata fissata la data del funerale di Aniello Iazzetta, il 51enne trovato morto nella sua casa, in via Stalingrado 3, a Reggio, dopo essere stato ucciso al termine di una violenta colluttazione.

Venerdì mattina al Policlinico di Modena è stata eseguita l’autopsia sulla vittima, e ora si attendono i risultati dell’esame. Risultati che potrebbero confermare l’ipotesi dei carabinieri reggiani, e cioè che l’aggressione sia avvenuta a mani nude e l’assassino – il 34enne senzatetto Milan Racz, fermato alla Spezia mentre stava aspettando di imbarcarsi con la sua compagna – abbia usato la violenza dei suoi pugni per uccidere il 51enne, fracassandogli il cranio e sfondandogli un occhio.

Intanto è stata fissata la data dell’udienza di convalida dell’arresto, che si svolgerà domani mattina nel tribunale della Spezia, poiché la competenza è del gip del luogo in cui è avvenuto il fermo. L’avvocato Rosanna Beifiori, che difende Milan Racz, ha ricevuto ieri mattina la notifica, ma incontrerà il suo assistito solo domani. L’udienza sarà importante per ricostruire quanto avvenuto all’interno dell’appartamento di via Stalingrado domenica scorsa, giorno in cui è avvenuto l’omicidio. Il corpo senza vita di Iazzetta è stato trovato tre giorni dopo, mercoledì, dal vicino che con lui condivideva il bagno. Non avendo sue notizie da qualche giorno, è entrato nella sua stanza trovandolo riverso sul letto, senza vita. Immediata la richiesta di intervento al 112 e l’arrivo in forze dei carabinieri. I rilievi della Scientifica dell’Arma, eseguiti sia sul cadavere sia nei vari ambienti interni, hanno subito evidenziato come la causa della morte del 51enne fosse riconducibile a una violenta colluttazione, con numerosi traumi al volto e palesi fratture alla scatola cranica.

Numerose le tracce ematiche presenti su tutte le pareti di casa, soprattutto su quella adiacente il bagno, nonostante un evidente tentativo di ripulirle grossolanamente per non lasciare indizi.

Ma questo accorgimento non è servito: 48 ore dopo il ritrovamento del corpo di Iazzetta, i carabinieri sono risaliti all’assassino, Milan Racz, e l’hanno arrestato mentre stava per imbarcarsi su una nave diretta, con tutta probabilità, in Francia. Il 34enne, subito perquisito, aveva le nocche ferite e addosso le chiavi di via Stalingrado (che erano sparite dall’appartamento e che l’assassino ha usato per chiudere la porta dall’esterno prima di fuggire), mentre dallo zaino della sua compagna – una 42enne ucraina indagata per favoreggiamento personale poiché non avrebbe partecipato fisicamente all’aggressione mortale, ma ne sarebbe stata la causa scatenante – è spuntato un asciugamano sporco di sangue, quello probabilmente usato per tentare di pulire il luogo del delitto: elementi schiaccianti, che hanno consentito l’incriminazione dell’uomo.

Resta da stabilire il movente, anche se gli investigatori – coordinati dal sostituto procuratore Valentina Salvi – propendono per la gelosia. In base alle testimonianze raccolte dai carabinieri, soprattutto quelle fornite dal vicino di casa e da un amico della vittima, si è capito che la sera prima dell’omicidio Iazzetta è rincasato con una donna conosciuta sul minibus, ovvero la compagna di Milan Racz. Con loro c’è anche l’amico che ha rilasciato la testimonianza ai militari. Il clima sembra essere sereno fino a quando la 42enne non riceve una telefonata dal suo compagno: Milan Racz, sapendola in compagnia di due uomini, va su tutte le furie e minaccia di raggiungerli in casa per picchiarli. Difatti dopo appena un quarto d’ora il 34enne piomba in via Stalingrado. Iazzetta gli apre la porta, forse pensando di poter risolvere la questione a parole, ma Racz colpisce con una testata l’amico e poi si lancia sul padrone di casa, Iazzetta, e aggredendolo a mani nude con inaudita violenza gli sbatte la testa contro il muro adiacente la porta del bagno – quello su cui sono state trovate più tracce di sangue – causandogli traumi così gravi da provocarne la morte. Dopo, insieme alla compagna, l’assassino scappa. Grazie alla localizzazione tramite le celle telefoniche i carabinieri lo individuano alla Spezia, dove i colleghi del Nucleo Informativo l’hanno rintracciato giovedì sera, insieme alla 42enne, vicino al terminal crociere, in procinto di imbarcarsi. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google