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Credem, i sindacati non mollano «Pronti ad attivarci a livello legale»

Luigi Vinceti
Credem, i sindacati non mollano «Pronti ad attivarci a livello legale»

Agnese Chinelli  (Fisac-Cgil regionale)  sul caso Caricento «Saremo costretti  a una vigorosa i protesta»

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Luigi Vinceti

REGGIO EMILIA. Procede a un passo un po’ incerto e alternato l’operazione di fusione fra i due gruppi bancari Credem (di Reggio Emilia) e Caricento (di Cento di Ferrara). A frenare l’intesa è ora la contestazione avviata dai sindacati contro alcune regole tradizionali che il nuovo gruppo formato dai due istituti di credito emiliani vorrebbe cancellare modificando in tal modo alcune consuetudini radicate nel tempo. Una battaglia innescata alla vigilia dell’assemblea straordinaria degli azionisti di Credem, che ieri comunque ha dato il via libera al progetto di fusione per incorporazione di Cassa di Risparmio di Cento in Credito Emiliano.

«Di solito – spiega Agnese Chinelli della Fisac-Cgil regionale – chi assorbe prende atto delle caratteristiche organizzative ed economiche di chi viene acquisito. In questo caso invece il Gruppo bancario che deriverà dalla aggregazione rifiuta di mantenere alcune voci retributive e questo non può essere accettato. Tanto più che gli importi in discussione sono modesti per una banca che gode ottima salute, mentre diventano troppo pesanti per i circa 350 lavoratori interessati da una operazione organizzativa che avviene al di fuori delle loro volontà. Avevamo avviato un confronto per discuterne tutti insieme ma il meccanismo si è inceppato; temo che saremo costretti ad una vigorosa azione di protesta».

Il modo in cui ciò potrebbe avvenire non è stato ancora precisato, ma a breve sono attesi annunci specifici da parte dei sindacati scesi in campo; prevedibile fra l’altro l’ingresso in scena della segreteria nazionale della Fisac con Paola Morgese, e del collega di Ferrara Samuel Paganini nel cui territorio opera Caricento.

«Se ci si vuole confrontare siamo pronti – prosegue la Chinelli – altrimenti ci opporremo con una mobilitazione generale e siamo pronti anche ad attivarci sotto l’aspetto legale contro chi pensa di poter eliminare alcune voci retributive per il proprio specifico interesse. Ci sono “regole” che sono sempre state rispettate in situazioni analoghe da parte di altri centri bancari come Bper e Agricole; non capiamo come il Credem pensi di uscire da un percorso collaudato e accettato da tutti. Per discuterne abbiamo già programmato, per la fine del mese di giugno, una assemblea generale; in quella sede decideremo le modalità con cui abbattere un “muro” che è stato inopinatamente innalzato. Tanto più che si tratta di valori che incidono solo dello 0,1 per cento sull’ammontare complessivo dei costi del personale. Faremo fronte comune, saremo tutti uniti: Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Unisin. Perché questo problema riguarda l’intera categoria». I capitoli di spesa in discussione – conclude l’esponente sindacale- fanno riferimento a voci che compongono salari e stipendi del personale di Caricento fin dagli anni Ottanta. Se si vuole cancellarli vanno sostituiti perché si inciderebbe sul benessere di tante persone che continuano a lavorare per le fortune dell’istituto di cui sono dipendenti. —

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