Il consiglio comunale contro l’azzardo Chiesti limiti orari per giocare alle slot
Stop alle sale aperte 24 ore: il nuovo regolamento vieta anche la pubblicità negli spazi dati in concessione dal Comune
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA. Nel 2019 nella sola città di Reggio Emilia sono stati persi al gioco 65,32 milioni di euro.
Una parte di questa somma, 39,78 milioni, è andata allo Stato, e quella restante, 25,54, alla filiera industriale (concessionarie, proprietari degli apparecchi, baristi, tabaccai...).
I soldi complessivamente spesi in città nel gioco sono stati 314 milioni, ma 248,8 sono tornati indietro sotto forma di vincite.
I costi dell’azzardo non sono però solo economici: ci sono anche quelli, in parte sommersi, legati alle patologie. L’Ausl di Reggio nel 2019 ha seguito 198 persone con dipendenze. Ma i numeri dei giocatori problematici, cioè quelli che fanno fatica a gestire il tempo da dedicare al gioco e a controllare quanto spendono, è certamente molto più alto.
Alla luce di questa situazione, i consiglieri del Comune di Reggio hanno presentato una delibera per chiedere un regolamento del gioco d’azzardo. Il primo obiettivo è quello di limitare l’orario d’accensione delle macchinette. La proposta, in linea con quanto fatto in altri comuni, tra cui Modena e Bologna, è di consentire l’accensione per 8 ore al giorno, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22. Questa misura colpisce i locali aperti 24 ore su 24, mentre non dovrebbe incidere più di tanto per i bar e le tabaccherie.
La delibera si pone poi altri due finalità. Una di queste è vietare la pubblicità del gioco d’azzardo negli spazi pubblicitari dati in concessione dal Comune, comprese le sponsorizzazioni delle rotonde. I contratti in essere andranno a scadenza, ma poi questa forma di pubblicità non sarà più consentita.
Infine, sempre sul fronte educativo, si vuole evitare altre forme di incitamento al gioco, come l’affissione di cartelli indicanti le vincite avvenute all’interno di una attività.
La delibera nasce per volontà del consiglio e non della giunta ed è la prima volta che in questa consiliatura si fa ricorso a questo strumento. Un dato sottolineato con soddisfazione dal presidente del consiglio comunale Matteo Iori, che ha una lunga esperienza nel campo del contrasto alle dipendenze da gioco d’azzardo.
Nel 2017 la Regione ha varato una legge che vieta l’apertura delle sale slot entro 500 metri dai luoghi ritenuti sensibili. «L’amministrazione di Reggio ha recepito le indicazioni di tale normativa, ha spiegato l’assessora al Commercio Mariafrancesca Sidoli - Sono state mappate le attività e a 27 è stato comunicato l’avvio del procedimento per chiuderle». Dodici di queste attività hanno fatto ricorso al Tar e il contenzioso è in atto.
«Alle 200 attività che ospitano apparecchi di gioco - ha concluso l’assessora - è stato comunicato che non è possibile aumentare il numero degli apparecchi».
La delibera è stata approvata ieri pomeriggio - con 24 voti favorevoli (Pd, Più Europa, Immagina Reggio, Reggio è, M5S, Gruppo misto, Alleanza civica), 4 voti contrari (Lega Salvini premier). Claudio Bassi di Forza Italia, che era tra i promotori della delibera, si è poi astenuto. —
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