Il Consorzio piange Afro Lusuardi «Ci hai resi grandi»
Luigi Vinceti
REGGIO EMILIA. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano è in lutto per la scomparsa di Afro Lusuardi. Un nome che ricordano soprattutto gli operatori del settore della tradizione: fu infatti lui il primo direttore dell’organizzazione consortile che ha segnato l’intesa delle cinque province che producono e commercializzano il nostro famoso formaggio.
Reduce dagli studi, Lusuardi assunse la guida del Consorzio (fondato nel 1934) mentre stava diventando punto di riferimento a livello nazionale e internazionale. Eravamo alla fine degli anni Sessanta e il suo nome rimase in prima linea fino ai primi anni Settanta.
Dopo di lui il professore Luigi Verrini e dottor Leo Bertoldi.
Il suo mandato fu caratterizzato da molte importanti novità fra le quali spicca l’adozione della fascia a puntini marchiante che circonda le forme e le rende uniche. Non meno rilevante l’innovazione introdotta nella cottura del latte destinato alla trasformazione in formaggio; dall’uso del legno si passò al vapore.
Sono anche i tempi in cui veniva adottata una cappatura nera, ogni venti giorni, a base di cenere e olio di vino che rendeva scura la crosta evitando le muffe. A quel tempo non esisteva ancora la marchiatura a fuoco.
Chi lo ricorda parla di un uomo molto discreto, preciso, riservato, un operatore perfetto.
Lasciando l’incarico Lusuardi si trasferì, insieme alla moglie Vanna che ora lo piange, nella zona di Canali, lungo la strada per Albinea, dove creò una impresa agricola che, manco a dirlo, produceva formaggi.
«Afro Lusuardi ha lasciato un segno indelebile nella storia del Consorzio – afferma Giorgio Catellani presidente della sezione di Reggio Emilia – le innovazioni introdotte sotto la sua direzione non solo hanno segnato un’epoca ma sono arrivate sino ai nostri giorni, superando la prova del tempo. I caseifici della sezione di Reggio e i membri del consiglio di amministrazione non dimenticheranno mai il suo impegno sia all’interno del Consorzio sia come imprenditore». —
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